Comitato Cittadino per la Difesa del Territorio e del Paesaggio
Il Comitato si propone di operare in campo sociale, culturale ed istituzionale al fine di promuovere: la difesa del territorio; la tutela dell’ambiente; l'applicazione delle norme comunali, regionali e statali; la promozione di attività formative e informative mirate alla diffusione della cultura del risparmio energetico e della riqualificazione edilizia; il recupero creativo di materiali; la produzione di energia da fonti rinnovabili; l’autosufficienza energetica. (art. 3 Statuto)Comitato Cittadino per la Difesa del Territorio e del Paesaggiohttp://www.blogger.com/profile/08418303980393754887noreply@blogger.comBlogger25125
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La Eco-Casa e il Comune: breve riassunto delle puntate precedenti, come stiamo procedendo e cosa ancora si può fare
Mi è stato chiesto di dare informazioni su come sta procedendo la questione.Per farlo ho fatto anche qualcosa di più, ho scritto un riassunto di tutta la vicenda, così da chiarire la situazione.Lo stesso testo è stato caricato in una nota nella mia pagina Facebook, che potete condividere.Vi ringrazio per il sostegno dimostrato, andiamo avanti.A presto,LB__________
Cominciamo con un piccolo riassunto di come siamo arrivati sino ad oggi, per capire meglio gli sviluppi di quello che sta accadendo ora.
Nel 2010 mi sono aggiudicato (tramite asta del Tribunale di Bologna) un immobile vecchio e decrepito, nel Comune di San Lazzaro di Savena, a due passi dalla città, ma già immerso in campagna.
Ci è voluto più di un anno per ottenere dal Comune la cancellazione del "vincolo di storicità"sull'immobile, vincolo che fin dall'inizio non ci doveva essere, messo per errore dal Comune, ma un errore che per poter essere cancellato mi ha costretto a fare i salti mortali, compreso segnalare all'Amministrazione che la sede del PD locale risiedeva in un immobile platealmente storicA presto,o (l'ex-dazio comunale, addirittura magnificato nella rivista dello stesso PD) ... sbadatamente privo del "vincolo di storicità"!
Durante questo anno di "attente ricerche storiche" ho recuperato tempo dialogando costantemente con l'ufficio tecnico del Comune, facendo visionare il progetto che volevo realizzare, accettando consigli e suggerimenti, ma soprattutto venendo a sapere che, grazie alla cancellazione del vincolo, era possibile ottenere un "incentivo premiale", vale a dire un bonus che viene dato nel caso si demolisca un fabbricato e lo si riedifichi in classe energetica A.
A questo punto ho steso la versione definitiva del progetto, ampliamento compreso, ho concordato per l'ultima volta le procedure da seguire, ho depositato tutte le documentazioni richieste (sempre vistate dal tecnico prima di depositarle) e atteso le tempistiche di legge e poi ... finalmente via con i lavori!
Tutto a posto?
Veramente proprio tutto no: la prima parte dei lavori (demolizione del vecchio fabbricato, scavo e realizzazione del piano interrato) procede senza alcun intoppo burocratico, poi - la settimana prima dell'arrivo della casa, già ordinata, costruita, imballata sui camion, praticamente in viaggio! - vengo nuovamente contattato dall'ufficio tecnico per integrare ulteriori documenti (cosa che farò immediatamente): in quella sede, con mezze parole, mi dicono che sarebbe meglio aspettare, vedere meglio come procedere, magari costruire senza il tetto...
Visto che non voglio fare le cose di nascosto, nè tantomeno illegalmente, decido di scrivere al Sindaco Macciantelli, al Dirigente Mari e a tutto l'ufficio tecnico, rappresentando l'accaduto e chiedendo come comportarmi: non ricevo nessuna risposta, solo il Sindaco mi scrive, rimandando tutta la responsabilità ai tecnici dell'ufficio.
Nessuna comunicazione ufficiale mi viene trasmessa, la casa arriva il martedì e il mercoledì viene completata: è stata un'emozione unica vederla nascere così in fretta, sapendo i mesi (e gli anni!) che a volte ci vogliono per le costruzioni tradizionali: dovrà essere un fiore all'occhiello di San Lazzaro (è la prima Eco-Casa con tutte queste caratteristiche!).
E invece no!
Due giorni dopo aver completato la costruzione della casa mi arriva dal Dirigente Mari del Comune l'ordine di non iniziare l'intervento previsto: ma come faccio a rispettare un ordine simile? Provo a scrivere, tento un incontro, nulla da fare, l'approccio è impossibile.
Segue un articolo dove l'Assessore Schippa dichiara pubblicamente che ho commesso un abuso edilizio, senza aver fatto alcun sopralluogo nell'immobile e senza alcuna verifica da parte dell'ufficio tecnico; poi farà seguito un sopralluogo del quale successivamente si perderà ogni traccia, un secondo sopralluogo e l'avvio del procedimento (cinque mesi dopo) atto a verificare se ho commesso o meno un abuso edilizio ... il tutto basato sull'ordine di non iniziare l'intervento previsto che mi è stato notificato a posteriori!
Solo al fine di evitare un contenzioso lungo, costoso e defatigante (anche in considerazione del fatto che l’intervento è stato effettuato dopo che l’Ufficio tecnico aveva fornito, in oltre un anno di incontri con il sottoscritto, precisi “affidamenti” sulla possibilità di effettuare l’intervento) si era concordato(dopo altrettanto innumerevoli incontri, anche alla presenza del Legale del Comune e del mio Legale), di procedere alla presentazione di un permesso di costruire in sanatoria in deroga, tramite istanza.
Non vi è dubbio che - pur non avendo le caratteristiche formali e sostanziali di una transazione - si trattava di una sorta di soluzione di “compromesso” che avrebbe consentito un corretto “bilanciamento” dei contrapposti interessi.
Confidando nella correttezza e “buona fede” dell’Amministrazione, ho perciò accettato di percorrere questa strada, presentando l’istanza e procedendo ad integrarla numerose volte, con successive memorie (compreso un parere sulla derogabilità delle distanze che è stato recentemente predisposto dall’Avv. Gualandi, su informale sollecitazione dell’Amministrazione), al fine di concordare le soluzioni progettuali che avrebbero consentito all’Amministrazione di valutare positivamente l’istanza stessa.
In modo del tutto sorprendente (e con un comportamento sicuramente di non perfetta buona fede), la Relazione tecnica predisposta dal Dirigente Mari per il Consiglio ricostruisce in modo che si ritiene distorto e parziale sia la successione cronologica dei fatti che le stesse norme concretamente applicabili.
Basti pensare che nelle memorie è più volte ricordata (e, pertanto, risulta agli atti) la numerosa giurisprudenza che ammette l’accoglimento di istanze quali quella in esame.
L’aspetto più spiacevole e sorprendente è stato però il verificare che la disponibilità che ho manifestato, al solo fine di individuare una soluzione “concordata” della incresciosa vicenda, è stata addirittura strumentalizzata, quasi che la presentazione dell’istanza equivalesse ad un assunzione di responsabilità e ad una ammissione di colpa e ciò nonostante nell’istanza si fosse ripetutamente ribadito che la presentazione della stessa non costituiva acquiescenza nei confronti di provvedimenti dell’Amministrazione che si reputavano (e si reputano tuttora) del tutto illegittimi e ingiusti.
Altrettanto sorprendenti, infondate e non condivisibili sono le considerazioni che l’Amministrazione svolge (solo ora!) sull’inapplicabilità dell’istituto del Permesso di costruire in deroga con riferimento a fattispecie quali quella in esame (e cioè istanze presentate da un privato, ma per obiettivi di interesse pubblico, come il contenimento dei consumi energetici), dato che è lo stesso art. 7 ter della Legge regionale n. 20/2000 a definire di “interesse pubblico” il contenimento dei consumi energetici e l’Amministrazione Comunale dovrebbe sapere bene che tale norma è – secondo la nostra Regione – la concreta attuazione e “traduzione” delle disposizioni del Decreto Sviluppo (D.L. n. 70/2011, convertito con L. 106/2011), il cui art. 5 afferma espressamente che gli istituti previsti dal Legislatore statale sono volti a “liberalizzare le costruzioni private” e ad “incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente”. Se, in effetti, l’istituto fosse inapplicabile a fattispecie quali quella in esame, ci si dovrebbe davvero chiedere quale sia il concreto spazio applicativo e la concreta utilità delle nuove previsioni contenuta nel Decreto Sviluppo, dato che l’ istituto del Permesso di costruire in deroga - nella limitata accezione che ne intenderebbe fornire l’Amministrazione Comunale - esisteva già da decenni.
Per questi motivi, vista la strumentalizzazione fatta circa la presentazione dell'istanza relativa all'ottenimento del Permesso di costruire in sanatoria in deroga P.G. 9267 del 13/03/2012, dopo ampia e approfondita riflessione con il mio legale Avv. Federico Gualandi, poiché ritengo di non avere più alcuna ragione di confidare sulla correttezza e imparzialità dell’Amministrazione, questa mattina, 09/05/2012, con P.G. 16021, ho depositato atto di RINUNCIA all'istanza citata, riservandomi ogni ulteriore azione, nelle competenti Sedi giudiziarie.
Così da confermare pubblicamente il fatto che il sottoscritto NON ritiene affatto di aver commesso un abuso edilizio.
Confido quindi in un ripensamento dell'ufficio tecnico, nonchè in una più approfondita valutazione di tutto l'accaduto, anche dal punto di vista politico, che possa portare ad una soluzione differente e soddisfacente per entrambe le parti.
E' fondamentale tenere alta l'attenzione su questo tema, per questo vi chiedo di continuare a spargere la voce a chiunque può essere interessato da questa vicenda, scrivendo un nuovo messaggio all'indirizzo del Sindaco, del Consiglio Comunale e degli Assessori, col sottoscritto per conoscenza:
__________
Egregio signor Sindaco, le scrivo in merito alla vicenda della Eco-Casa di Lorenzo Bolognini, le scrivo per esprimere a lei e a tutta l'amministrazione comunale il sostegno al signor Bolognini ed al suo progetto. Ritengo infatti che tale opera dovrebbe essere considerata un esempio di come si può costruire per far fronte alle nuove sfide energetiche ed ambientali dei prossimi anni; per questo penso che l'interesse pubblico di un tale esempio sul territorio potrà senz'altro superare le difficoltà tecniche fino ad ora incontrate.Tali difficoltà infatti potranno lasciare il campo non appena venisse manifestato dalla sua amministrazione l'interesse pubblico per l'opera; tale scelta sarebbe una scelta politica importante, una scelta che dimostrerebbe l'empatia del pubblico verso i cittadini che scelgono - nel proprio privato - di promuovere la tutela del bene comune. Sono perciò orgoglioso, e come me molti miei concittadini, che questa Eco-Casa sia sul territorio di San Lazzaro, perché dimostra come ognuno con le proprie scelte possa fare la differenza per l'ambiente e per la comunità.Nella certezza che terrà in attenta considerazione il parere dei cittadini,le porgo distinti saluti.
__________
Qui in seguito trovate gli indirizzi email:
Lorenzo Bologninigeom.lorenzobolognini@gmail.com
Sindacomarco.macciantelli@comune.sanlazzaro.bo.it
Consiglio Comunale e Assessorigiacomo.landi@ambrasrl.itisabella.conti@mac.combertuzzi.massimo@gmail.comEnrico.dioto@live.itgiampiero.bagni@libero.italdonoacco@libero.itstefano.cavedagna@hotmail.itandreadales@hotmail.itomer.maurizzi@isolaverde-pegus.itavv.vivianaraisi@virgilio.itmclegalconsulting@gmail.commircomontebugnoli@yahoo.itveronicabrizzi@gmail.commarinabardi@libero.itcorrado.fusai@comune.sanlazzaro.bo.ittitosaracino@virgilio.itabattilana@alice.itcavallarom@libero.itRomagnoli4@libero.itfalcio83@hotmail.itleonardo.schippa@comune.sanlazzaro.bo.itgiuseppe.merrone@comune.sanlazzaro.bo.itraymon.dassi@comune.sanlazzaro.bo.itcristina.baldacci@comune.sanlazzaro.bo.itroberta.ballotta@comune.sanlazzaro.bo.itgiorgio.archetti@comune.sanlazzaro.bo.itlea.maresca@comune.sanlazzaro.bo.it
Cominciamo con un piccolo riassunto di come siamo arrivati sino ad oggi, per capire meglio gli sviluppi di quello che sta accadendo ora.
Nel 2010 mi sono aggiudicato (tramite asta del Tribunale di Bologna) un immobile vecchio e decrepito, nel Comune di San Lazzaro di Savena, a due passi dalla città, ma già immerso in campagna.
Ci è voluto più di un anno per ottenere dal Comune la cancellazione del "vincolo di storicità"sull'immobile, vincolo che fin dall'inizio non ci doveva essere, messo per errore dal Comune, ma un errore che per poter essere cancellato mi ha costretto a fare i salti mortali, compreso segnalare all'Amministrazione che la sede del PD locale risiedeva in un immobile platealmente storicA presto,o (l'ex-dazio comunale, addirittura magnificato nella rivista dello stesso PD) ... sbadatamente privo del "vincolo di storicità"!
Durante questo anno di "attente ricerche storiche" ho recuperato tempo dialogando costantemente con l'ufficio tecnico del Comune, facendo visionare il progetto che volevo realizzare, accettando consigli e suggerimenti, ma soprattutto venendo a sapere che, grazie alla cancellazione del vincolo, era possibile ottenere un "incentivo premiale", vale a dire un bonus che viene dato nel caso si demolisca un fabbricato e lo si riedifichi in classe energetica A.
A questo punto ho steso la versione definitiva del progetto, ampliamento compreso, ho concordato per l'ultima volta le procedure da seguire, ho depositato tutte le documentazioni richieste (sempre vistate dal tecnico prima di depositarle) e atteso le tempistiche di legge e poi ... finalmente via con i lavori!
Tutto a posto?
Veramente proprio tutto no: la prima parte dei lavori (demolizione del vecchio fabbricato, scavo e realizzazione del piano interrato) procede senza alcun intoppo burocratico, poi - la settimana prima dell'arrivo della casa, già ordinata, costruita, imballata sui camion, praticamente in viaggio! - vengo nuovamente contattato dall'ufficio tecnico per integrare ulteriori documenti (cosa che farò immediatamente): in quella sede, con mezze parole, mi dicono che sarebbe meglio aspettare, vedere meglio come procedere, magari costruire senza il tetto...
Visto che non voglio fare le cose di nascosto, nè tantomeno illegalmente, decido di scrivere al Sindaco Macciantelli, al Dirigente Mari e a tutto l'ufficio tecnico, rappresentando l'accaduto e chiedendo come comportarmi: non ricevo nessuna risposta, solo il Sindaco mi scrive, rimandando tutta la responsabilità ai tecnici dell'ufficio.
Nessuna comunicazione ufficiale mi viene trasmessa, la casa arriva il martedì e il mercoledì viene completata: è stata un'emozione unica vederla nascere così in fretta, sapendo i mesi (e gli anni!) che a volte ci vogliono per le costruzioni tradizionali: dovrà essere un fiore all'occhiello di San Lazzaro (è la prima Eco-Casa con tutte queste caratteristiche!).
E invece no!
Due giorni dopo aver completato la costruzione della casa mi arriva dal Dirigente Mari del Comune l'ordine di non iniziare l'intervento previsto: ma come faccio a rispettare un ordine simile? Provo a scrivere, tento un incontro, nulla da fare, l'approccio è impossibile.
Segue un articolo dove l'Assessore Schippa dichiara pubblicamente che ho commesso un abuso edilizio, senza aver fatto alcun sopralluogo nell'immobile e senza alcuna verifica da parte dell'ufficio tecnico; poi farà seguito un sopralluogo del quale successivamente si perderà ogni traccia, un secondo sopralluogo e l'avvio del procedimento (cinque mesi dopo) atto a verificare se ho commesso o meno un abuso edilizio ... il tutto basato sull'ordine di non iniziare l'intervento previsto che mi è stato notificato a posteriori!
Solo al fine di evitare un contenzioso lungo, costoso e defatigante (anche in considerazione del fatto che l’intervento è stato effettuato dopo che l’Ufficio tecnico aveva fornito, in oltre un anno di incontri con il sottoscritto, precisi “affidamenti” sulla possibilità di effettuare l’intervento) si era concordato(dopo altrettanto innumerevoli incontri, anche alla presenza del Legale del Comune e del mio Legale), di procedere alla presentazione di un permesso di costruire in sanatoria in deroga, tramite istanza.
Non vi è dubbio che - pur non avendo le caratteristiche formali e sostanziali di una transazione - si trattava di una sorta di soluzione di “compromesso” che avrebbe consentito un corretto “bilanciamento” dei contrapposti interessi.
Confidando nella correttezza e “buona fede” dell’Amministrazione, ho perciò accettato di percorrere questa strada, presentando l’istanza e procedendo ad integrarla numerose volte, con successive memorie (compreso un parere sulla derogabilità delle distanze che è stato recentemente predisposto dall’Avv. Gualandi, su informale sollecitazione dell’Amministrazione), al fine di concordare le soluzioni progettuali che avrebbero consentito all’Amministrazione di valutare positivamente l’istanza stessa.
In modo del tutto sorprendente (e con un comportamento sicuramente di non perfetta buona fede), la Relazione tecnica predisposta dal Dirigente Mari per il Consiglio ricostruisce in modo che si ritiene distorto e parziale sia la successione cronologica dei fatti che le stesse norme concretamente applicabili.
Basti pensare che nelle memorie è più volte ricordata (e, pertanto, risulta agli atti) la numerosa giurisprudenza che ammette l’accoglimento di istanze quali quella in esame.
L’aspetto più spiacevole e sorprendente è stato però il verificare che la disponibilità che ho manifestato, al solo fine di individuare una soluzione “concordata” della incresciosa vicenda, è stata addirittura strumentalizzata, quasi che la presentazione dell’istanza equivalesse ad un assunzione di responsabilità e ad una ammissione di colpa e ciò nonostante nell’istanza si fosse ripetutamente ribadito che la presentazione della stessa non costituiva acquiescenza nei confronti di provvedimenti dell’Amministrazione che si reputavano (e si reputano tuttora) del tutto illegittimi e ingiusti.
Altrettanto sorprendenti, infondate e non condivisibili sono le considerazioni che l’Amministrazione svolge (solo ora!) sull’inapplicabilità dell’istituto del Permesso di costruire in deroga con riferimento a fattispecie quali quella in esame (e cioè istanze presentate da un privato, ma per obiettivi di interesse pubblico, come il contenimento dei consumi energetici), dato che è lo stesso art. 7 ter della Legge regionale n. 20/2000 a definire di “interesse pubblico” il contenimento dei consumi energetici e l’Amministrazione Comunale dovrebbe sapere bene che tale norma è – secondo la nostra Regione – la concreta attuazione e “traduzione” delle disposizioni del Decreto Sviluppo (D.L. n. 70/2011, convertito con L. 106/2011), il cui art. 5 afferma espressamente che gli istituti previsti dal Legislatore statale sono volti a “liberalizzare le costruzioni private” e ad “incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente”. Se, in effetti, l’istituto fosse inapplicabile a fattispecie quali quella in esame, ci si dovrebbe davvero chiedere quale sia il concreto spazio applicativo e la concreta utilità delle nuove previsioni contenuta nel Decreto Sviluppo, dato che l’ istituto del Permesso di costruire in deroga - nella limitata accezione che ne intenderebbe fornire l’Amministrazione Comunale - esisteva già da decenni.
Per questi motivi, vista la strumentalizzazione fatta circa la presentazione dell'istanza relativa all'ottenimento del Permesso di costruire in sanatoria in deroga P.G. 9267 del 13/03/2012, dopo ampia e approfondita riflessione con il mio legale Avv. Federico Gualandi, poiché ritengo di non avere più alcuna ragione di confidare sulla correttezza e imparzialità dell’Amministrazione, questa mattina, 09/05/2012, con P.G. 16021, ho depositato atto di RINUNCIA all'istanza citata, riservandomi ogni ulteriore azione, nelle competenti Sedi giudiziarie.
Così da confermare pubblicamente il fatto che il sottoscritto NON ritiene affatto di aver commesso un abuso edilizio.
Confido quindi in un ripensamento dell'ufficio tecnico, nonchè in una più approfondita valutazione di tutto l'accaduto, anche dal punto di vista politico, che possa portare ad una soluzione differente e soddisfacente per entrambe le parti.
E' fondamentale tenere alta l'attenzione su questo tema, per questo vi chiedo di continuare a spargere la voce a chiunque può essere interessato da questa vicenda, scrivendo un nuovo messaggio all'indirizzo del Sindaco, del Consiglio Comunale e degli Assessori, col sottoscritto per conoscenza:
__________
Egregio signor Sindaco, le scrivo in merito alla vicenda della Eco-Casa di Lorenzo Bolognini, le scrivo per esprimere a lei e a tutta l'amministrazione comunale il sostegno al signor Bolognini ed al suo progetto. Ritengo infatti che tale opera dovrebbe essere considerata un esempio di come si può costruire per far fronte alle nuove sfide energetiche ed ambientali dei prossimi anni; per questo penso che l'interesse pubblico di un tale esempio sul territorio potrà senz'altro superare le difficoltà tecniche fino ad ora incontrate.Tali difficoltà infatti potranno lasciare il campo non appena venisse manifestato dalla sua amministrazione l'interesse pubblico per l'opera; tale scelta sarebbe una scelta politica importante, una scelta che dimostrerebbe l'empatia del pubblico verso i cittadini che scelgono - nel proprio privato - di promuovere la tutela del bene comune. Sono perciò orgoglioso, e come me molti miei concittadini, che questa Eco-Casa sia sul territorio di San Lazzaro, perché dimostra come ognuno con le proprie scelte possa fare la differenza per l'ambiente e per la comunità.Nella certezza che terrà in attenta considerazione il parere dei cittadini,le porgo distinti saluti.
__________
Qui in seguito trovate gli indirizzi email:
Lorenzo Bologninigeom.lorenzobolognini@gmail.com
Sindacomarco.macciantelli@comune.sanlazzaro.bo.it
Consiglio Comunale e Assessorigiacomo.landi@ambrasrl.itisabella.conti@mac.combertuzzi.massimo@gmail.comEnrico.dioto@live.itgiampiero.bagni@libero.italdonoacco@libero.itstefano.cavedagna@hotmail.itandreadales@hotmail.itomer.maurizzi@isolaverde-pegus.itavv.vivianaraisi@virgilio.itmclegalconsulting@gmail.commircomontebugnoli@yahoo.itveronicabrizzi@gmail.commarinabardi@libero.itcorrado.fusai@comune.sanlazzaro.bo.ittitosaracino@virgilio.itabattilana@alice.itcavallarom@libero.itRomagnoli4@libero.itfalcio83@hotmail.itleonardo.schippa@comune.sanlazzaro.bo.itgiuseppe.merrone@comune.sanlazzaro.bo.itraymon.dassi@comune.sanlazzaro.bo.itcristina.baldacci@comune.sanlazzaro.bo.itroberta.ballotta@comune.sanlazzaro.bo.itgiorgio.archetti@comune.sanlazzaro.bo.itlea.maresca@comune.sanlazzaro.bo.it
Categorie: San Lazzaro
Cosa è di interesse pubblico se non l'ecologia?
Quello che segue è un post pubblicato nel blog Mamma in 3D, sono molto contento di riportarlo qui.
Cosa è di interesse pubblico se non l'ecologia?
Fra le cose migliori che mi sono accadute in questo blog ci sono stati gli incontri con tante persone, alcune delle quali ora posso davvero chiamare amici.
Angela scriveva di "Una vita normale" e in una casa colorata, calda e curata, con un bel cortile dove i nostri figli hanno giocato per una giornata intera, ci ha accolti a San Lazzaro di Savena quasi due anni fa.
In realtà già allora Angela e Lorenzo avevano scelto di lasciare quella loro prima casa perché, come solo in alcune vite normali si ha il coraggio di fare, volevano realizzare un loro grande sogno: costruire una casa ecologica in legno, completamente autonoma dal punto di vista energetico, di classe A+, sul modello di quelle che Lorenzo, geometra, sapeva essere da anni utilizzate con successo all'estero. Brillavano loro gli occhi quando ci raccontavano dell'avventura in cui avevano deciso di lanciarsi, forti dei loro ideali di rispetto per l'ambiente ma consapevoli di tutti i passaggi che avrebbero dovuto superare per iniziare a ristrutturare integralmente l'immobile che stavano acquistando.
Per mesi ho condiviso chiacchierando con Angela l'emozione, le fantasie e le scelte di una donna che progetta la sua nuova casa. Lorenzo invece informava tutti noi amici, con competenze tecniche professionali ed entusiasmo da pioniere, dell'avanzamento dei lavori: dalla demolizione della vecchia costruzione in muratura, alla posa delle fondamenta, fino ad arrivare alla documentazione fotografica delle due (due!) giornate lavorative in cui la nuova casa in legno è stata assemblata.
Ricordo la telefonata fatta qualche giorno dopo ad Angela, sicura di sentire da parte sua l'euforia perché il bel risultato delle loro fatiche si era reso ormai così evidente. Invece la sua soddisfazione era velata: "Sai cos'è successo? Nonostante Lorenzo avesse preventivamente sottoposto il progetto a tutti i tecnici di dovere, ottenendo anche i pareri favorevoli dell'Azienda Sanitaria e della Commissione Edilizia, e poi, oltre ad avere regolarmente depositato le DIA, per scrupolo avesse comunicato al Comune che il 29 marzo la costruzione effettiva sarebbe cominciata per concludersi in un paio di giorni… proprio tre di giorni dopo, è arrivato un fax che ordinava di non effettuare l'intervento. Ma ormai la casa era costruita!"… Una di quelle situazioni incredibili che purtroppo in Italia si è abituati a temere dietro ogni angolo, ma da cui, ingenuamente e in buona fede, si pensa sempre di poter uscire dimostrando di aver in mano le prove di aver seguito le procedure corrette…
Invece no. Oggi, a più di un anno di distanza, in cui la Eco-Casa è stata abitata da tutta la famiglia, aperta agli amici e ai visitatori incuriositi dalla novità di una costruzione del genere, dopo aver sentito Angela parlarmi della bellezza del profumo del legno, di "una casa che respira", di un clima ideale sia in estate che in inverno senza bisogno di riscaldamento a gas né di apporto energetico dall'esterno, ancora oggi Angela e Lorenzo sono appesi ad una decisone della Commissione Consiliare del Comune che rischia di metterli in grosse difficoltà.
Lorenzo spiega tutto con precisione e dovizia di particolari tecnici qui.
Leggendo e rileggendo, mi è saltato agli occhi come norme e divieti cambino radicalmente sul confine sottile fra le diverse interpretazioni che vengono date dell'intervento realizzato. Ma quello che più mi colpisce e che queste interpretazioni non sono formali, perché dipendono profondamente dal valore che si dà alla riqualificazione energetica dell'edificio, fino a chiamare in causa addirittura come discriminante il concetto di interesse pubblico. Ora, io non sono una cittadina di San Lazzaro di Savena, ma, già solo in quanto cittadina italiana, sento che sia anche nel mio interesse che sia stato realizzato un edificio completamente ecologico, interamente ricostruito in legno senza cementificare nuovo territorio, autosufficiente dal punto di vista energetico, anzi addirittura in grado, grazie ai pannelli fotovoltaici, di immettere in rete l'energia in eccesso. E soprattutto penso che sia anche nel mio interesse che due persone abbiano deciso di mettere in gioco le loro energie, il loro lavoro, la loro proprietà più importante per dimostrare che in questo modo innovativo e rispettoso dell'ambiente si possa costruire e abitare.
Cosa è di interesse pubblico se non l'ecologia?
Fra le cose migliori che mi sono accadute in questo blog ci sono stati gli incontri con tante persone, alcune delle quali ora posso davvero chiamare amici.
Angela scriveva di "Una vita normale" e in una casa colorata, calda e curata, con un bel cortile dove i nostri figli hanno giocato per una giornata intera, ci ha accolti a San Lazzaro di Savena quasi due anni fa.
In realtà già allora Angela e Lorenzo avevano scelto di lasciare quella loro prima casa perché, come solo in alcune vite normali si ha il coraggio di fare, volevano realizzare un loro grande sogno: costruire una casa ecologica in legno, completamente autonoma dal punto di vista energetico, di classe A+, sul modello di quelle che Lorenzo, geometra, sapeva essere da anni utilizzate con successo all'estero. Brillavano loro gli occhi quando ci raccontavano dell'avventura in cui avevano deciso di lanciarsi, forti dei loro ideali di rispetto per l'ambiente ma consapevoli di tutti i passaggi che avrebbero dovuto superare per iniziare a ristrutturare integralmente l'immobile che stavano acquistando.
Per mesi ho condiviso chiacchierando con Angela l'emozione, le fantasie e le scelte di una donna che progetta la sua nuova casa. Lorenzo invece informava tutti noi amici, con competenze tecniche professionali ed entusiasmo da pioniere, dell'avanzamento dei lavori: dalla demolizione della vecchia costruzione in muratura, alla posa delle fondamenta, fino ad arrivare alla documentazione fotografica delle due (due!) giornate lavorative in cui la nuova casa in legno è stata assemblata.
Ricordo la telefonata fatta qualche giorno dopo ad Angela, sicura di sentire da parte sua l'euforia perché il bel risultato delle loro fatiche si era reso ormai così evidente. Invece la sua soddisfazione era velata: "Sai cos'è successo? Nonostante Lorenzo avesse preventivamente sottoposto il progetto a tutti i tecnici di dovere, ottenendo anche i pareri favorevoli dell'Azienda Sanitaria e della Commissione Edilizia, e poi, oltre ad avere regolarmente depositato le DIA, per scrupolo avesse comunicato al Comune che il 29 marzo la costruzione effettiva sarebbe cominciata per concludersi in un paio di giorni… proprio tre di giorni dopo, è arrivato un fax che ordinava di non effettuare l'intervento. Ma ormai la casa era costruita!"… Una di quelle situazioni incredibili che purtroppo in Italia si è abituati a temere dietro ogni angolo, ma da cui, ingenuamente e in buona fede, si pensa sempre di poter uscire dimostrando di aver in mano le prove di aver seguito le procedure corrette…
Invece no. Oggi, a più di un anno di distanza, in cui la Eco-Casa è stata abitata da tutta la famiglia, aperta agli amici e ai visitatori incuriositi dalla novità di una costruzione del genere, dopo aver sentito Angela parlarmi della bellezza del profumo del legno, di "una casa che respira", di un clima ideale sia in estate che in inverno senza bisogno di riscaldamento a gas né di apporto energetico dall'esterno, ancora oggi Angela e Lorenzo sono appesi ad una decisone della Commissione Consiliare del Comune che rischia di metterli in grosse difficoltà.
Lorenzo spiega tutto con precisione e dovizia di particolari tecnici qui.
Leggendo e rileggendo, mi è saltato agli occhi come norme e divieti cambino radicalmente sul confine sottile fra le diverse interpretazioni che vengono date dell'intervento realizzato. Ma quello che più mi colpisce e che queste interpretazioni non sono formali, perché dipendono profondamente dal valore che si dà alla riqualificazione energetica dell'edificio, fino a chiamare in causa addirittura come discriminante il concetto di interesse pubblico. Ora, io non sono una cittadina di San Lazzaro di Savena, ma, già solo in quanto cittadina italiana, sento che sia anche nel mio interesse che sia stato realizzato un edificio completamente ecologico, interamente ricostruito in legno senza cementificare nuovo territorio, autosufficiente dal punto di vista energetico, anzi addirittura in grado, grazie ai pannelli fotovoltaici, di immettere in rete l'energia in eccesso. E soprattutto penso che sia anche nel mio interesse che due persone abbiano deciso di mettere in gioco le loro energie, il loro lavoro, la loro proprietà più importante per dimostrare che in questo modo innovativo e rispettoso dell'ambiente si possa costruire e abitare.
Categorie: San Lazzaro
Il Comune contro la Eco-Casa
Carissimi, come sapete la Eco-Casa, la casa dove abitiamo, da un anno a questa parte non suscita le simpatie del Comune, o meglio di una certa parte dell'Amministrazione Comunale, semplicemente perché è ecologica, autosufficiente dal punto di vista energetico, interamente costruita in legno (o meglio ricostruita sul sedime di un precedente fabbricato), edificata senza cementificare nuovo territorio e - soprattutto - realizzata in soli 2 giorni!
Oggi, con la convocazione della 3^ Commissione Consiliare di giovedì 10 maggio 2012 alle ore 18.00, sì è avuta la prova provata che l'Amministrazione Comunale vuole mettere ancora una volta i bastoni fra le ruote alla Eco-Casa.
Ora seguirà un testo abbastanza lungo, è il parere in ordine alla regolarità tecnica, di presentazione, con richiesta di deroga redatta dall'Arch. Andrea Mari; in seguito a questo troverete i commenti al medesimo (numerati per lettera con riferimento puntuale al parere) redatti dal sottoscritto, con dati e fatti esatti rispetto a quello che è accaduto, specificando che tutto quanto riportato è stato verificato e vagliato dal punto di vista tecnico e legale.
__________
PARERE IN ORDINE ALLA REGOLARITA’ TECNICAIl Dirigente della V AreaArch. Andrea Mari SanLazzarodiSavenalì23/04/2012
Oggetto: Istruttoria tecnica in ordine alla domanda prot. 9267 del 13/03/2012 P.U.T. 27907 con la quale il Sig. Bolognini Lorenzo in qualità di proprietario dell’immobile sito in San Lazzaro di Savena via Russo 40 avanzava richiesta di permesso di costruire in sanatoria ed in deroga ai sensi dell’art. 15 della L.R.31/2002;
Vista la richiesta del Sig. Bolognini Lorenzo del 9/07/2010 prot. 27405 tendente ad ottenere l’eliminazione della classificazione di tutela 2 e il vincolo di storicità sull’area di pertinenza dell’immobile sito in Via Russo, 40;
Dato atto che:
Considerato che:
Vista la nota del 03/08/2011 ricevuta in data 16/08/2011 con la quale, in conformità a quanto previsto dalla Legge 241/90, è stato avviato il procedimento tecnico-amministrativo volto all’accertamento della regolarità urbanistico-edilizia dell' immobile posto in Via Russo, 40 distinto catastalmente al F. 3, map. 61 sub. 1, di proprietà del sig. Bolognini Lorenzo comportante l’applicazione della sanzione in relazione alla esecuzione di opere in contrasto con le citate norme. (Commento 3)
Viste ed esaminate le memorie ex art 10 della Legge 241/90 presentate in data 14/09/2011 prot. 36543 e 27/12/2011 prot. 53328 dal Sig. Bolognini Lorenzo le quali non sono risultate idonee a sorpassare le motivazioni addotte nell’ordine di non effettuare l’intervento proposto con la Denuncia di inizio di attività presentata in data 22/02/2011 prot. 6827 P.U.T. 27017. (Commento 4)
Visto il ricorso presentato da Bolognini Lorenzo contro il Comune di San Lazzaro di Savena per l’annullamento, previa concessione di idonea misura cautelare dell’ordine prot. 12036 del 31.3.2011 ,di non effettuare l’intervento oggetto della variante in corso d’opera nell’immobile sito in Via Russo;
Vista la domanda prot. 9267 del 13/03/2012 P.U.T. 27907 con la quale il Sig. Bolognini Lorenzo in qualità di proprietario dell’immobile sito in San Lazzaro di Savena via Russo 40 avanzava domanda di permesso di costruire in sanatoria ed in deroga ai sensi dell’art. 15 della L.R.31/2002. (Commento 5)
Esaminata la documentazione tecnico giuridica allegata;Considerato che:
Viste le memorie con le quali da parte del richiedente si dichiara che l’intervento riveste la qualifica di interesse pubblico che potrebbe giustificare una deroga alle norme sulle distanze vigenti; (Commento 8)
Rilevato che:
Considerato pertanto che, a differenza di quanto dichiarato dal privato, l’art. 47 co 8 del Rue (che prevede un incremento di Su in caso di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente) non ammette la possibilità di derogare alle distanze tra i fabbricati e dai confini né si ravvisano i presupposti per concedere un permesso di costruire in deroga non sussistendo un interesse pubblico alla realizzazione dell’intervento che possa motivare tale deroga. (Commento 13)
Tenuto altresì conto che la previsione della disciplina del rilascio derogatorio del permesso di costruire deve ritenersi possibile solo ex ante e non a sanatoria dell’opera realizzata (cfr. anche Cass. Pen. 31/3/2011 n. 16591); (Commento 14)
Considerato inoltre che, ai sensi dell’art. 9 del DM 1968/1444, la definizione di “parete finestrata” assume un significato unitario e globale per cui si ritiene sufficiente che una sola delle pareti sia finestrata in una qualsiasi zona affinchè si abbia la violazione del rispetto delle distanze; (Commento 15)
Considerato che le pareti e non le finestre aperte in essa costituiscono i dati di riferimento per il calcolo della distanza e che la normativa sulle distanze si applica a tutte le pareti munite di apertura di qualsiasi genere verso l’esterno, quali porte, balconi, finestre di ogni tipo e che le modalità di calcolo va determinata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non limitatamente alle sole pareti che si fronteggiano (prescindendo anche dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela); (Commento 16)
Per tutto quanto suesposto
Si ritiene che non vi siano i presupposti tecnico giuridici per accogliere la domanda prot. 9267 del 13/03/2012 P.U.T. 27907 con la quale il Sig. Bolognini Lorenzo in qualità di proprietario dell’immobile sito in San Lazzaro di Savena via Russo 40 avanzava istanza di permesso di costruire in sanatoria ed in deroga ai sensi dell’art. 15 della L.R.31/2002.
IL DIRIGENTE DELLA V AREAArch. Andrea Mari__________
Seguono le osservazioni, assolutamente oggettive e con dati inconfutabili:
(Commento 1)L'ordine di non effettuare l’intervento proposto con la DIA 27017/2011 è stato emesso in data 31/03/2011 con prot. n °12036/2011, ma inviato al sottoscritto via fax solo il 01/04/2011 e successivamente per raccomandata il 06/04/2011, ma la costruzione della casa è regolarmente iniziata il 29 e terminata il 30/03/2011, pertanto era assolutamente impossibile per il sottoscritto adempiere all'ordine ricevuto: questo quindi determina il fatto che l'ordine di non effettuare l'intervento è un atto privo di qualsiasi valore.
(Commento 2) Nella cronistoria non viene riportato il sopralluogo effettuato il 05/05/2011, effettuato dai tecnici della V^ Area con l’assistenza di un ispettore della Polizia Municipale, sopralluogo effettuato alla presenza di numerose altre persone: la constatazione dello stato dei luoghi da parte del Comune avviene quindi per la prima volta il 05/05/2011 e non il 15/07/2011, e resta la constatazione incontestabile che avevo comunque già completato l’intervento di cui alla DIA 27017 prima di ricevere l’ordine di non effettuare l’intervento, pertanto senza aver commesso alcuna violazione.
(Commento 3) L'esecuzione delle opere non è stata fatta assolutamente in contrasto con le citate norme richiamate dal Dirigente Mari, viceversa il progetto è stato vagliato e visionato per un anno dai tecnici, mi sono premurato di ottenere il parere favorevole dell'Azienda USL e della Commissione Edilizia (CQAP), entrambi facoltativi e non obbligatori, ho rispettato gli artt. 47 e 48 del RUE vigente a San Lazzaro, inoltre, per maggior sicurezza, ho fatto vistare dal tecnico comunale entrambe le DIA prima della presentazione.
(Commento 4)Non esiste contestazione motivata scritta da parte del Dirigente Mari che contesti puntualmente ed oggettivamente le memorie ex art 10 della Legge 241/90 presentate dal sottoscritto, vengono dichiarate non idonee a prescindere.
(Commento 5)La domanda prot. 9267 del 13/03/2012 P.U.T. 27907 con la quale il sottoscritto avanzava domanda di permesso di costruire in sanatoria ed in deroga ai sensi dell’art. 15 della L.R.31/2002 è stata redatta e depositata in accordo con il Dirigente Mari, dopo una serie di incontri avvenuti con il medesimo tra settembre 2011 e febbraio 2012, alla presenza di numerose persone, ora lo stesso dirigente, con il deposito del PARERE IN ORDINE ALLA REGOLARITA’ TECNICA, di fatto disattende gli accordi presi.
(Commento 6) L'intervento che ho effettuato è una ristrutturazione edilizia, e non già un intervento di nuova costruzione, questo poichè l'ambito territoriale AAP in cui si trova la mia casa NON ricomprende la nuova costruzione, ma contestualmente consente interventi premiali (la demolizione e successiva ricostruzione di un edificio esistente, con riqualificazione energetica dello stesso e classificazione in classe A+ del nuovo fabbricato consente un ampliamento sino al 30% rispetto alla superficie originaria) che sono ricondotti nella categoria della ristrutturazione edilizia.
(Commento 7)Trattandosi di ristrutturazione edilizia e di demolizione con ricostruzione nella medesima area di sedime non si è tenuti al rispetto delle norme sulle distanze dal confine di proprietà e tra gli edifici.(Commento 8)
Si può considerare l’intervento eseguito con la qualifica di interesse pubblico, che può quindi giustificare una deroga alle norme sulle distanze vigenti, in quanto sul tetto è installato un impianto di produzione fotovoltaica e il fabbricato nel suo complesso risulta in classe energetica A+;
(Commento 9)
L’intervento eseguito è di per sè sufficiente a definire l’intervento stesso come di interesse pubblico, ai fini della possibile deroga, il parere del Dirigente Mari non tiene conto delle disposizioni nazionali pubblicate in tal senso.
(Commento 10) Le opinioni del Dirigente Mari in riferimento all’art 7 ter legge reg n. 20/2000, ove lo stesso dichiara che la norma appare non applicabile in quanto l’inciso “ …la pianificazione urbanistica stabilisce incentivi volumetrici e altre forme di premialità progressive e parametrate ai livelli prestazionali raggiunti per realizzare i seguenti obiettivi di interesse pubblico” sono assolutamente personali e prive di supporto oggettivo.
(Commento 11) La riqualificazione energetica effettuata nell'immobile ha ricadute positive evidenti su tutto il territorio circostante, in quanto la tipologia costruttiva (pannelli prefabbricati in legno) ha consentito di avere un basso impatto a livello di tempistiche di cantiere, con minore inquinamento in fase edificatoria, inoltre i pannelli fotovoltaici installati immettono l'energia in eccesso in rete, garantendo un miglioramento locale, infine il buon esempio realizzato può incentivare ulteriori buone pratiche.
(Commento 12)Il problema del rispetto delle distanze minime tra edifici e specificatamente tra pareti finestrate e tra pareti cieche e dal confine non deve considerarsi, in quanto l'intervento ricade sotto la ristrutturazione edilizia.
(Commento 13)Come già ampiamente dimostrato, non viene richiesta l'applicazione di deroga alle distanze tra i fabbricati e dai confini, in quanto non se ne ravvede la necessità; nell'ipotesi in cui si volesse propendere per questa evenienza, vi sarebbero comunque i presupposti per concedere un permesso di costruire in deroga, in quanto sussiste un interesse pubblico alla realizzazione dell’intervento che motiva tale deroga. (Commento 14)La previsione della disciplina del rilascio del permesso di costruire in deroga è possibile anche a sanatoria dell’opera realizzata, inutile portare ad esempio sentenze in quanto si può trovare tutto e il contrario di tutto (il dato fondamentale è che la procedura in essere era stata concordata appositamente per sollevare il comune da una posizione di estrema difficoltà, in quanto ha consentito la prosecuzione di un progetto e di una costruzione e solo in seguito ne ha contestato la realizzazione, nonostante le norme prevedano la fattibilità della stessa).
(Commento 15)Le ipotesi del Dirigente Mari non trovano fondamento nella norma, in quanto la definizione di “parete finestrata” vale appunto in relazione alle porzioni di parete antistanti fra loro, e non già in qualsiasi zona delle medesime, tant'è che l'Azienda USL ha rilasciato apposito parere favorevole all'intervento realizzato, considerando che l'ampliamento realizzato si trova a quota molto più elevata rispetto ai fabbricati esistenti circostanti.
(Commento 16)Il riferimento fatto dal Dirigente Mari non trova riscontro nella norma, che appunto cita unicamente le pareti finestrate antistanti (non si trovano riferimenti alle aperture di qualsiasi genere verso l’esterno, quali porte, balconi, finestre di ogni tipo, né alla modalità di calcolo, che va determinata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati).
__________
La cronistoria redatta dal Dirigente Mari è incompleta e imprecisa, manca il riferimento al sopralluogo del 5 maggio 2011, inoltre si da per notificato l'ordine di non eseguire l'intervento previsto prima della realizzazione dell'immobile, mentre questo viene consegnato al sottoscritto solo in seguito, determinandone la nullità, e la conseguente nullità di tutti i successivi atti emessi dal Comune.
In seguito al deposito delle due DIA e prima di iniziare la ricostruzione della casa, dopo aver ricevuto la richiesta di integrazione documentale, proprio al fine di evitare successive contestazioni, ho comunicato al Sindaco, al Dirigente Mari e ai vari tecnici componenti dell'Ufficio Tecnico che avrei dato corso alla costruzione dell'immobile con inizio per il 29 marzo 2011 e termine due giorni dopo (in realtà terminando il 30 marzo), nessuno mi ha comunicato nulla se non il 1 aprile.
La procedura del Permesso di Costruire in sanatoria in deroga è stata concordata con il Dirigente Mari per venire incontro alle esigenza del Comune: è evidente come sia stato commesso un errore, ed in questo modo veniva dato modo di chiudere il problema.
Tutte le problematiche oggi in essere hanno avuto inizio nel maggio 2010 quando, per ottenere la cancellazione dal vincolo di storicità sull'immobile, attribuita dal Comune senza alcuna verifica storica, ho dovuto porre a confronto la storia della sede del PD di San Lazzaro (ex-dazio), edificio con storicità comprovata, ma sin dall'origine cancellato da ogni classificazione, al fine di consentire procedure semplificate sullo stesso.
Oggi, con la convocazione della 3^ Commissione Consiliare di giovedì 10 maggio 2012 alle ore 18.00, sì è avuta la prova provata che l'Amministrazione Comunale vuole mettere ancora una volta i bastoni fra le ruote alla Eco-Casa.
Ora seguirà un testo abbastanza lungo, è il parere in ordine alla regolarità tecnica, di presentazione, con richiesta di deroga redatta dall'Arch. Andrea Mari; in seguito a questo troverete i commenti al medesimo (numerati per lettera con riferimento puntuale al parere) redatti dal sottoscritto, con dati e fatti esatti rispetto a quello che è accaduto, specificando che tutto quanto riportato è stato verificato e vagliato dal punto di vista tecnico e legale.
__________
PARERE IN ORDINE ALLA REGOLARITA’ TECNICAIl Dirigente della V AreaArch. Andrea Mari SanLazzarodiSavenalì23/04/2012
Oggetto: Istruttoria tecnica in ordine alla domanda prot. 9267 del 13/03/2012 P.U.T. 27907 con la quale il Sig. Bolognini Lorenzo in qualità di proprietario dell’immobile sito in San Lazzaro di Savena via Russo 40 avanzava richiesta di permesso di costruire in sanatoria ed in deroga ai sensi dell’art. 15 della L.R.31/2002;
Vista la richiesta del Sig. Bolognini Lorenzo del 9/07/2010 prot. 27405 tendente ad ottenere l’eliminazione della classificazione di tutela 2 e il vincolo di storicità sull’area di pertinenza dell’immobile sito in Via Russo, 40;
Dato atto che:
- in data 3/09/2010 la Commissione per la Qualità Architettonica ed il Paesaggio si è espressa favorevolmente nei confronti dell’eliminazione del vincolo;
- in data 28/10/2010 la Giunta Comunale ha esaminato la predetta richiesta nulla eccependo in merito alla stessa;
- in data 02/11/2010 il Dirigente della V Area con propria determinazione n. 853 eliminava la classificazione di tutela 2 e il vincolo di storicità sull’area di pertinenza dell’immobile sito in Via Russo, 40;
Considerato che:
- in data 31/03/2011 con prot.n °12036/2011 è stato emesso ordine di non effettuare l’intervento proposto con la DIA 27017 ai sensi dell’art. 11 comma 2 della L.R. 31/2002; (Commento 1)
- in data 15/07/2011 tecnici della V^ Area con l’assistenza di un ispettore della Polizia Municipale hanno eseguito specifico sopralluogo di verifica del cantiere constatando che il sig. Bolognini Lorenzo in qualitàordine di non effettuare l’intervento proposto con la DIA 27017 di proprietario e direttore dei lavori dell’immobile sito in via Russo 40, aveva già completato l’intervento di cui alla DIA 27017, contravvenendo all’ordine di non effettuare l’intervento; (Commento 2)
Vista la nota del 03/08/2011 ricevuta in data 16/08/2011 con la quale, in conformità a quanto previsto dalla Legge 241/90, è stato avviato il procedimento tecnico-amministrativo volto all’accertamento della regolarità urbanistico-edilizia dell' immobile posto in Via Russo, 40 distinto catastalmente al F. 3, map. 61 sub. 1, di proprietà del sig. Bolognini Lorenzo comportante l’applicazione della sanzione in relazione alla esecuzione di opere in contrasto con le citate norme. (Commento 3)
Viste ed esaminate le memorie ex art 10 della Legge 241/90 presentate in data 14/09/2011 prot. 36543 e 27/12/2011 prot. 53328 dal Sig. Bolognini Lorenzo le quali non sono risultate idonee a sorpassare le motivazioni addotte nell’ordine di non effettuare l’intervento proposto con la Denuncia di inizio di attività presentata in data 22/02/2011 prot. 6827 P.U.T. 27017. (Commento 4)
Visto il ricorso presentato da Bolognini Lorenzo contro il Comune di San Lazzaro di Savena per l’annullamento, previa concessione di idonea misura cautelare dell’ordine prot. 12036 del 31.3.2011 ,di non effettuare l’intervento oggetto della variante in corso d’opera nell’immobile sito in Via Russo;
Vista la domanda prot. 9267 del 13/03/2012 P.U.T. 27907 con la quale il Sig. Bolognini Lorenzo in qualità di proprietario dell’immobile sito in San Lazzaro di Savena via Russo 40 avanzava domanda di permesso di costruire in sanatoria ed in deroga ai sensi dell’art. 15 della L.R.31/2002. (Commento 5)
Esaminata la documentazione tecnico giuridica allegata;Considerato che:
- l’intervento effettuato dal Sig. Bolognini non è una ristrutturazione edilizia ma un intervento di nuova costruzione (trattandosi di demolizione e successiva ricostruzione di un edificio diverso dal preesistente essendosi sopraelevato per circa 1 mt di altezza ed avendo, per l’effetto, aumentato la sagoma e il volume del proprio edificio); (Commento 6)
- il privato avrebbe dovuto rispettare le norme sulle distanze dal confine di proprietà e tra gli edifici così come previsto dall’art. 9 del D.m 2/4/1968 n. 1444 oltre, naturalmente, a realizzare l’intervento rispettando le distanze previste dall’art. 18 del RUE di S. Lazzaro; (Commento 7)
- tali distanze, come si evince nella documentazione agli atti, non risultano rispettate in quanto:
- la distanza dall’edificio identificato al mappale 556 che fronteggia parzialmente l’edificio oggetto d’intervento risulta di metri 5,90, in contrasto con quanto riportato al comma 12 dell’art. 18 del RUE (minimo metri 10,00) e con l’art 9 del DM 1444/1968 (minimo metri 10,00);
- la distanza dall’edialla presenza di numerose persone.ficio identificato al mappale 111 che fronteggia parzialmente l’edificio oggetto d’intervento risulta compreso tra metri 1,75 e metri 1,80, in contrasto con quanto riportato al comma 12 dell’art. 18 del RUE (minimo metri 10,00) e con l’art 9 del DM 1444/1968 (minimo metri 10,00);
- la distanza dall’edificio identificato al mappale 117 che fronteggia parzialmente l’edificio oggetto d’intervento risulta di metri 6,45, in contrasto con quanto riportato al comma 12 dell’art. 18 del RUE (minimo metri 10,00) e con l’art 9 del DM 1444/1968 (minimo metri 10,00);
- la distanza dal confine con il mappale 111 risulta compreso tra metri 1,75 e metri 1,80, in contrasto con quanto riportato al comma 4 dell’art. 18 del RUE (minimo metri 5,00);
- la distanza dal confine con il mappale 117 risulta di metri 3,05, in contrasto con quanto riportato al comma 4 dell’art. 18 del RUE (minimo metri 5,00);
- le prescrizioni contenute nel DM 1968/1444 hanno carattere di assolutezza ed inderogabilità derivante da fonte normativa statuale sovraordinata rispetto agli strumenti urbanistici locali;
- le norme sulle distanze tra le costruzioni trascendono l’interesse meramente privatistico in quanto hanno la funzione di tutelare l’interesse pubblico alla realizzazione di un determinato assetto urbanistico prefigurato, non possono essere derogate nemmeno con il consenso convenzionale tra i privati confinanti;
Viste le memorie con le quali da parte del richiedente si dichiara che l’intervento riveste la qualifica di interesse pubblico che potrebbe giustificare una deroga alle norme sulle distanze vigenti; (Commento 8)
Rilevato che:
- l’art 14 del DPR 380/2001 prevede che “1. Il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici generali è rilasciato esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del consiglio comunale, nel rispetto comunque delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, e delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia. 3. La deroga, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza, puo' riguardare esclusivamente i limiti di densita' edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati di cui alle norme di attuazione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi, fermo restando in ogni caso il rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 7, 8 e 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444.”
- l’art. 15 della L.R. 31/2002 prevede che “1. Il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici è rilasciato esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del Consiglio comunale. 2. La deroga, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza e dei limiti inderogabili stabiliti dalle disposizioni statali e regionali, può riguardare esclusivamente le destinazioni d'uso ammissibili, la densità edilizia, l'altezza e la distanza tra i fabbricati e dai confini, stabilite dalle norme di attuazione del POC e del PUA ovvero previste dal PRG e dai relativi strumenti attuativi.
- l’intervento in applicazione dei miglioramenti energetici attuati non appare sufficiente ad definire l’intervento come di interesse pubblico ai fini della possibile deroga. (Commento 9)
- il riferimento all’art 7 ter legge reg n. 20/2000 appare non applicabile in quanto l’inciso “ …la pianificazione urbanistica stabilisce incentivi volumetrici e altre forme di premialità progressive e parametrate ai livelli prestazionali raggiunti per realizzare i seguenti obiettivi di interesse pubblico” è riferito alla attività di pianificazione e non alla qualificazione dei singoli interventi sul territorio. (Commento 10)
- Nel caso di specie non si ravvisa l’esistenza di un interesse tale da giustificare il ricorso alla speciale procedura in deroga, proprio in ragione delle caratteristiche del prospettato intervento il quale consiste nell’iniziativa di un privato teso a riqualificare il proprio immobile, iniziativa non contestualizzata in un’idea di riqualificazione complessiva del territorio; (Commento 11)
- l’intervento di riqualificazione energetica proposto non appare di per sè sufficiente a giustificare la concessione di una possibile deroga alle distanze minime tra edifici e specificatamente tra pareti finestrate e tra pareti cieche e dal confine previste dal R.U.E. (Commento 12)
Considerato pertanto che, a differenza di quanto dichiarato dal privato, l’art. 47 co 8 del Rue (che prevede un incremento di Su in caso di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente) non ammette la possibilità di derogare alle distanze tra i fabbricati e dai confini né si ravvisano i presupposti per concedere un permesso di costruire in deroga non sussistendo un interesse pubblico alla realizzazione dell’intervento che possa motivare tale deroga. (Commento 13)
Tenuto altresì conto che la previsione della disciplina del rilascio derogatorio del permesso di costruire deve ritenersi possibile solo ex ante e non a sanatoria dell’opera realizzata (cfr. anche Cass. Pen. 31/3/2011 n. 16591); (Commento 14)
Considerato inoltre che, ai sensi dell’art. 9 del DM 1968/1444, la definizione di “parete finestrata” assume un significato unitario e globale per cui si ritiene sufficiente che una sola delle pareti sia finestrata in una qualsiasi zona affinchè si abbia la violazione del rispetto delle distanze; (Commento 15)
Considerato che le pareti e non le finestre aperte in essa costituiscono i dati di riferimento per il calcolo della distanza e che la normativa sulle distanze si applica a tutte le pareti munite di apertura di qualsiasi genere verso l’esterno, quali porte, balconi, finestre di ogni tipo e che le modalità di calcolo va determinata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non limitatamente alle sole pareti che si fronteggiano (prescindendo anche dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela); (Commento 16)
Per tutto quanto suesposto
Si ritiene che non vi siano i presupposti tecnico giuridici per accogliere la domanda prot. 9267 del 13/03/2012 P.U.T. 27907 con la quale il Sig. Bolognini Lorenzo in qualità di proprietario dell’immobile sito in San Lazzaro di Savena via Russo 40 avanzava istanza di permesso di costruire in sanatoria ed in deroga ai sensi dell’art. 15 della L.R.31/2002.
IL DIRIGENTE DELLA V AREAArch. Andrea Mari__________
Seguono le osservazioni, assolutamente oggettive e con dati inconfutabili:
(Commento 1)L'ordine di non effettuare l’intervento proposto con la DIA 27017/2011 è stato emesso in data 31/03/2011 con prot. n °12036/2011, ma inviato al sottoscritto via fax solo il 01/04/2011 e successivamente per raccomandata il 06/04/2011, ma la costruzione della casa è regolarmente iniziata il 29 e terminata il 30/03/2011, pertanto era assolutamente impossibile per il sottoscritto adempiere all'ordine ricevuto: questo quindi determina il fatto che l'ordine di non effettuare l'intervento è un atto privo di qualsiasi valore.
(Commento 2) Nella cronistoria non viene riportato il sopralluogo effettuato il 05/05/2011, effettuato dai tecnici della V^ Area con l’assistenza di un ispettore della Polizia Municipale, sopralluogo effettuato alla presenza di numerose altre persone: la constatazione dello stato dei luoghi da parte del Comune avviene quindi per la prima volta il 05/05/2011 e non il 15/07/2011, e resta la constatazione incontestabile che avevo comunque già completato l’intervento di cui alla DIA 27017 prima di ricevere l’ordine di non effettuare l’intervento, pertanto senza aver commesso alcuna violazione.
(Commento 3) L'esecuzione delle opere non è stata fatta assolutamente in contrasto con le citate norme richiamate dal Dirigente Mari, viceversa il progetto è stato vagliato e visionato per un anno dai tecnici, mi sono premurato di ottenere il parere favorevole dell'Azienda USL e della Commissione Edilizia (CQAP), entrambi facoltativi e non obbligatori, ho rispettato gli artt. 47 e 48 del RUE vigente a San Lazzaro, inoltre, per maggior sicurezza, ho fatto vistare dal tecnico comunale entrambe le DIA prima della presentazione.
(Commento 4)Non esiste contestazione motivata scritta da parte del Dirigente Mari che contesti puntualmente ed oggettivamente le memorie ex art 10 della Legge 241/90 presentate dal sottoscritto, vengono dichiarate non idonee a prescindere.
(Commento 5)La domanda prot. 9267 del 13/03/2012 P.U.T. 27907 con la quale il sottoscritto avanzava domanda di permesso di costruire in sanatoria ed in deroga ai sensi dell’art. 15 della L.R.31/2002 è stata redatta e depositata in accordo con il Dirigente Mari, dopo una serie di incontri avvenuti con il medesimo tra settembre 2011 e febbraio 2012, alla presenza di numerose persone, ora lo stesso dirigente, con il deposito del PARERE IN ORDINE ALLA REGOLARITA’ TECNICA, di fatto disattende gli accordi presi.
(Commento 6) L'intervento che ho effettuato è una ristrutturazione edilizia, e non già un intervento di nuova costruzione, questo poichè l'ambito territoriale AAP in cui si trova la mia casa NON ricomprende la nuova costruzione, ma contestualmente consente interventi premiali (la demolizione e successiva ricostruzione di un edificio esistente, con riqualificazione energetica dello stesso e classificazione in classe A+ del nuovo fabbricato consente un ampliamento sino al 30% rispetto alla superficie originaria) che sono ricondotti nella categoria della ristrutturazione edilizia.
(Commento 7)Trattandosi di ristrutturazione edilizia e di demolizione con ricostruzione nella medesima area di sedime non si è tenuti al rispetto delle norme sulle distanze dal confine di proprietà e tra gli edifici.(Commento 8)
Si può considerare l’intervento eseguito con la qualifica di interesse pubblico, che può quindi giustificare una deroga alle norme sulle distanze vigenti, in quanto sul tetto è installato un impianto di produzione fotovoltaica e il fabbricato nel suo complesso risulta in classe energetica A+;
(Commento 9)
L’intervento eseguito è di per sè sufficiente a definire l’intervento stesso come di interesse pubblico, ai fini della possibile deroga, il parere del Dirigente Mari non tiene conto delle disposizioni nazionali pubblicate in tal senso.
(Commento 10) Le opinioni del Dirigente Mari in riferimento all’art 7 ter legge reg n. 20/2000, ove lo stesso dichiara che la norma appare non applicabile in quanto l’inciso “ …la pianificazione urbanistica stabilisce incentivi volumetrici e altre forme di premialità progressive e parametrate ai livelli prestazionali raggiunti per realizzare i seguenti obiettivi di interesse pubblico” sono assolutamente personali e prive di supporto oggettivo.
(Commento 11) La riqualificazione energetica effettuata nell'immobile ha ricadute positive evidenti su tutto il territorio circostante, in quanto la tipologia costruttiva (pannelli prefabbricati in legno) ha consentito di avere un basso impatto a livello di tempistiche di cantiere, con minore inquinamento in fase edificatoria, inoltre i pannelli fotovoltaici installati immettono l'energia in eccesso in rete, garantendo un miglioramento locale, infine il buon esempio realizzato può incentivare ulteriori buone pratiche.
(Commento 12)Il problema del rispetto delle distanze minime tra edifici e specificatamente tra pareti finestrate e tra pareti cieche e dal confine non deve considerarsi, in quanto l'intervento ricade sotto la ristrutturazione edilizia.
(Commento 13)Come già ampiamente dimostrato, non viene richiesta l'applicazione di deroga alle distanze tra i fabbricati e dai confini, in quanto non se ne ravvede la necessità; nell'ipotesi in cui si volesse propendere per questa evenienza, vi sarebbero comunque i presupposti per concedere un permesso di costruire in deroga, in quanto sussiste un interesse pubblico alla realizzazione dell’intervento che motiva tale deroga. (Commento 14)La previsione della disciplina del rilascio del permesso di costruire in deroga è possibile anche a sanatoria dell’opera realizzata, inutile portare ad esempio sentenze in quanto si può trovare tutto e il contrario di tutto (il dato fondamentale è che la procedura in essere era stata concordata appositamente per sollevare il comune da una posizione di estrema difficoltà, in quanto ha consentito la prosecuzione di un progetto e di una costruzione e solo in seguito ne ha contestato la realizzazione, nonostante le norme prevedano la fattibilità della stessa).
(Commento 15)Le ipotesi del Dirigente Mari non trovano fondamento nella norma, in quanto la definizione di “parete finestrata” vale appunto in relazione alle porzioni di parete antistanti fra loro, e non già in qualsiasi zona delle medesime, tant'è che l'Azienda USL ha rilasciato apposito parere favorevole all'intervento realizzato, considerando che l'ampliamento realizzato si trova a quota molto più elevata rispetto ai fabbricati esistenti circostanti.
(Commento 16)Il riferimento fatto dal Dirigente Mari non trova riscontro nella norma, che appunto cita unicamente le pareti finestrate antistanti (non si trovano riferimenti alle aperture di qualsiasi genere verso l’esterno, quali porte, balconi, finestre di ogni tipo, né alla modalità di calcolo, che va determinata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati).
__________
La cronistoria redatta dal Dirigente Mari è incompleta e imprecisa, manca il riferimento al sopralluogo del 5 maggio 2011, inoltre si da per notificato l'ordine di non eseguire l'intervento previsto prima della realizzazione dell'immobile, mentre questo viene consegnato al sottoscritto solo in seguito, determinandone la nullità, e la conseguente nullità di tutti i successivi atti emessi dal Comune.
In seguito al deposito delle due DIA e prima di iniziare la ricostruzione della casa, dopo aver ricevuto la richiesta di integrazione documentale, proprio al fine di evitare successive contestazioni, ho comunicato al Sindaco, al Dirigente Mari e ai vari tecnici componenti dell'Ufficio Tecnico che avrei dato corso alla costruzione dell'immobile con inizio per il 29 marzo 2011 e termine due giorni dopo (in realtà terminando il 30 marzo), nessuno mi ha comunicato nulla se non il 1 aprile.
La procedura del Permesso di Costruire in sanatoria in deroga è stata concordata con il Dirigente Mari per venire incontro alle esigenza del Comune: è evidente come sia stato commesso un errore, ed in questo modo veniva dato modo di chiudere il problema.
Tutte le problematiche oggi in essere hanno avuto inizio nel maggio 2010 quando, per ottenere la cancellazione dal vincolo di storicità sull'immobile, attribuita dal Comune senza alcuna verifica storica, ho dovuto porre a confronto la storia della sede del PD di San Lazzaro (ex-dazio), edificio con storicità comprovata, ma sin dall'origine cancellato da ogni classificazione, al fine di consentire procedure semplificate sullo stesso.
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Salviamo il verde di via Poggi
Ancora un'altra fetta di verde della nostra cittadina rischia seriamente di essere distrutto per sempre a beneficio del profitto e del cemento.
In via Poggi, l'area verde che era da piantumare con nuovi alberi, poiché facente parte del verde cittadino, verrà invece venduta a Eternedile per l'ampliamento dell'adiacente magazzino di vendita.
In questo video potete avere un'idea più precisa del luogo di cui stiamo parlando:
http://www.youtube.com/watch?v=AwseWpNTkto
Chiunque voglia provare a fare qualcosa può scrivere una mail al Sindaco Marco Macciantelli ( marco.macciantelli@comune.sanlazzaro.bo.it ) mettendo in copia l'email del Comitato di via Poggi ( coord-residenti-poggi@virgilio.it ) chiedendo di bloccare la vendita del terreno.
Giovedì 4 maggio alle ore 18.00 è indetta una commissione consiliare in proposito: partecipiamo numerosi!
Ordine del Giorno
1-Esame, alla presenza del Presidente del Coordinamento Residenti Via Poggi-di Vittorio, del procedimento amministrativo relativo all’asta pubblica per l’alienazione di una porzione di terreno all’intersezione tra via Poggi e via Di Vittorio.
Partecipano alla seduta:
- Leonardo Schippa, Assessore alla Qualità della città pubblica
- Giuseppe Merrone, Assessore alla Qualità del decentramento e Patrimonio
- Andrea Mari, Dirigente della 5^ Area
- Lea Maresca, Segretario Generale.
E’ invitato alla seduta l’Ing. Pier Giorgio Ercolini Presidente del Coordinamento Residenti Via Poggi – Di Vittorio.
In via Poggi, l'area verde che era da piantumare con nuovi alberi, poiché facente parte del verde cittadino, verrà invece venduta a Eternedile per l'ampliamento dell'adiacente magazzino di vendita.
In questo video potete avere un'idea più precisa del luogo di cui stiamo parlando:
http://www.youtube.com/watch?v=AwseWpNTkto
Chiunque voglia provare a fare qualcosa può scrivere una mail al Sindaco Marco Macciantelli ( marco.macciantelli@comune.sanlazzaro.bo.it ) mettendo in copia l'email del Comitato di via Poggi ( coord-residenti-poggi@virgilio.it ) chiedendo di bloccare la vendita del terreno.
Giovedì 4 maggio alle ore 18.00 è indetta una commissione consiliare in proposito: partecipiamo numerosi!
Ordine del Giorno
1-Esame, alla presenza del Presidente del Coordinamento Residenti Via Poggi-di Vittorio, del procedimento amministrativo relativo all’asta pubblica per l’alienazione di una porzione di terreno all’intersezione tra via Poggi e via Di Vittorio.
Partecipano alla seduta:
- Leonardo Schippa, Assessore alla Qualità della città pubblica
- Giuseppe Merrone, Assessore alla Qualità del decentramento e Patrimonio
- Andrea Mari, Dirigente della 5^ Area
- Lea Maresca, Segretario Generale.
E’ invitato alla seduta l’Ing. Pier Giorgio Ercolini Presidente del Coordinamento Residenti Via Poggi – Di Vittorio.
Categorie: San Lazzaro
Orto "domestico"
Possono essere tanti i motivi che ci spingono a voler produrre da soli il cibo che mangiamo: la crisi, l'inquinamento, la voglia di provarci e di dire "lo so fare anch'io", l'autonomia alimentare, sapere cosa c'è in quello che portiamo a tavola...
Farsi un orto e produrre da soli le verdure non è così assurdo e lontano dalla portata di ciascuno di noi: nel corso di qualche decennio, in due generazioni, abbiamo disimparato una cultura millenaria, la cultura della sopravvivenza e dell'autosufficienza.
Noi abbiamo provato a fare l'orto "domestico", o più semplicemente, l'orto in cassetta: le nostre cassette sono state messe nel cortile condominiale, ma c'è chi le ha attrezzate in terrazza, sfruttando finalmente quelle superfici che, oltre a stendere i panni, diversamente non verrebbero utilizzate.
Scopriamo insieme come poter fare...
Innanzitutto procuriamoci le cassette: vanno benissimo quelle da frutta, si possono trovare anche presso l'isola ecologica (per ogni cassetta, a seconda della specie messa a dimora, si possono mettere dalle due alle sei piantine).
Poi rivestiamo l'interno per non far uscire la terra: io ho usato un vecchio lenzuolo, si possono usare anche foglie di lauro o di platano.Gli attrezzi utilizzati sono, nel mio caso per fissare la stoffa, molto pochi: un paio di forbici e una puntatrice, oltre a un paio di guanti per maneggiare la terra (per questo ognuno si regola come meglio crede).Queste sono le cassette preparate.
Posizionate poi le cassette nel posto che ritenete opportuno (non devono essere di impiccio), considerando anche l'esposizione al sole: nel nostro caso abbiamo scelto una posizione che garantisce il sole alla mattina e al pomeriggio, evitando l'insolazione nelle ore centrali della giornata....piccoli aiutanti sono sempre a disposizione...Prendete quindi le piantine che avete acquistato al consorzio agrario: la praticità delle piantine rispetto alla semente è che hanno già superato la fase critica della crescita e, con il loro panetto di terra, è molto semplice metterle a dimora (poi potremo divertirci a organizzare un semenzaio a gennaio-febbraio dell'anno prossimo per arrivare con le piantine da trapiantare).Questo è il nostro piccolo orto "domestico": abbiamo pensato a fragole, insalata di vario genere, cicoria, pomodori, basilico e prezzemolo...e già viene voglia di mettere altro!Occorre tener presente che, se piantate nello stesso periodo, le piantine porteranno a maturazione i loro frutti, o saranno pronte per la raccolta, tutte nello stesso periodo; quindi se si desidera avere una produzione che si diluisca nel tempo, piante della stessa specie vanno messe a dimora scaglionate nel tempo.
Utilizzando materiali di recupero come le cassette da frutta e vecchi lenzuoli o tovaglie non abbiamo sostenuto spese per realizzare il nostro orto, se non le piantine: nel nostro caso abbiamo speso poco meno di 20€.
Ora non ci resta che attendere la raccolta, innaffiando mattina e sera (mai durante le ore centrali della giornata), ricordandoci di eliminare eventuali erbacce infestanti asportandole delicatamente, senza usare diserbanti o altri prodotti di origine chimica; se poi ci fosse necessità di concimare il terreno potremo utilizzare il compost che abbiamo prodotto nell'anno precedente...ma questo è un altro capitolo che tratteremo in altra sede.
Sarebbe molto interessante se potessimo scambiarci idee e informazioni sull'orto "domestico": insieme possiamo aiutarci a vicenda!
Farsi un orto e produrre da soli le verdure non è così assurdo e lontano dalla portata di ciascuno di noi: nel corso di qualche decennio, in due generazioni, abbiamo disimparato una cultura millenaria, la cultura della sopravvivenza e dell'autosufficienza.
Noi abbiamo provato a fare l'orto "domestico", o più semplicemente, l'orto in cassetta: le nostre cassette sono state messe nel cortile condominiale, ma c'è chi le ha attrezzate in terrazza, sfruttando finalmente quelle superfici che, oltre a stendere i panni, diversamente non verrebbero utilizzate.
Scopriamo insieme come poter fare...
Innanzitutto procuriamoci le cassette: vanno benissimo quelle da frutta, si possono trovare anche presso l'isola ecologica (per ogni cassetta, a seconda della specie messa a dimora, si possono mettere dalle due alle sei piantine).
Poi rivestiamo l'interno per non far uscire la terra: io ho usato un vecchio lenzuolo, si possono usare anche foglie di lauro o di platano.Gli attrezzi utilizzati sono, nel mio caso per fissare la stoffa, molto pochi: un paio di forbici e una puntatrice, oltre a un paio di guanti per maneggiare la terra (per questo ognuno si regola come meglio crede).Queste sono le cassette preparate.
Posizionate poi le cassette nel posto che ritenete opportuno (non devono essere di impiccio), considerando anche l'esposizione al sole: nel nostro caso abbiamo scelto una posizione che garantisce il sole alla mattina e al pomeriggio, evitando l'insolazione nelle ore centrali della giornata....piccoli aiutanti sono sempre a disposizione...Prendete quindi le piantine che avete acquistato al consorzio agrario: la praticità delle piantine rispetto alla semente è che hanno già superato la fase critica della crescita e, con il loro panetto di terra, è molto semplice metterle a dimora (poi potremo divertirci a organizzare un semenzaio a gennaio-febbraio dell'anno prossimo per arrivare con le piantine da trapiantare).Questo è il nostro piccolo orto "domestico": abbiamo pensato a fragole, insalata di vario genere, cicoria, pomodori, basilico e prezzemolo...e già viene voglia di mettere altro!Occorre tener presente che, se piantate nello stesso periodo, le piantine porteranno a maturazione i loro frutti, o saranno pronte per la raccolta, tutte nello stesso periodo; quindi se si desidera avere una produzione che si diluisca nel tempo, piante della stessa specie vanno messe a dimora scaglionate nel tempo.
Utilizzando materiali di recupero come le cassette da frutta e vecchi lenzuoli o tovaglie non abbiamo sostenuto spese per realizzare il nostro orto, se non le piantine: nel nostro caso abbiamo speso poco meno di 20€.
Ora non ci resta che attendere la raccolta, innaffiando mattina e sera (mai durante le ore centrali della giornata), ricordandoci di eliminare eventuali erbacce infestanti asportandole delicatamente, senza usare diserbanti o altri prodotti di origine chimica; se poi ci fosse necessità di concimare il terreno potremo utilizzare il compost che abbiamo prodotto nell'anno precedente...ma questo è un altro capitolo che tratteremo in altra sede.
Sarebbe molto interessante se potessimo scambiarci idee e informazioni sull'orto "domestico": insieme possiamo aiutarci a vicenda!
Categorie: San Lazzaro
Settimana Rinnovabile, il giorno dopo
Reduci dalla Settimana Rinnovabile, serie di tre conferenze che si sono svolte presso la Mediateca di San Lazzaro di Savena, possiamo dire, con un certo orgoglio, che è stato un successo: nell'arco delle tre serate hanno partecipato circa duecento persone, incuriosite dalla presentazione del film-documentario Terramacchina, sconvolte dalle rivelazioni del meteorologo Luca Lombroso con il suo libro Dipende da te e cariche di domande per Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, autori di Energia per l'astronave Terra.
La Sala Eventi affollataCercare delle soluzioni reali, efficaci e soprattutto immediate è necessario per questo nostro povero pianeta, sottoposto a un trattamento nocivo, bombardato da gas letali, corroso, prosciugato di risorse, sovraffollato. Siamo tutti responsabili, a tutti è richiesta una partecipazione attiva per consumare meno, inquinare meno, produrre meno rifiuti. Non è più tempo per dire "lo faranno le generazioni successive": siamo noi le generazioni successive!
Questo è il messaggio che i nostri relatori ci hanno voluto comunicare con forza e con passione: questo è il messaggio che ci sentiamo di trasmettere a tutti gli uomini e le donne che come noi amano il nostro pianeta.
La Settimana Rinnovabile è stata un'esperienza formidabile, una scommessa fatta e vinta: ringraziamo sinceramente tutti quelli che ci hanno dato una mano, dai volontari del Comitato ai tecnici della Mediateca, dai relatori che sono intervenuti a tutti quelli che - incuriositi dalle tematiche trattate - hanno deciso di partecipare alle serate.
Come abbiamo promesso, questa è un'iniziativa che non vuole fermarsi qui: la Settimana Rinnovabile "andrà in onda" ogni sei mesi, con tematiche che potrete suggerire anche voi.
Presto vi faremo sapere le modalità con cui farci pervenire i vostri suggerimenti, per ora ancora GRAZIE!
Vincenzo Balzani, Nicola Armaroli e Enrico Casarini
La Sala Eventi affollataCercare delle soluzioni reali, efficaci e soprattutto immediate è necessario per questo nostro povero pianeta, sottoposto a un trattamento nocivo, bombardato da gas letali, corroso, prosciugato di risorse, sovraffollato. Siamo tutti responsabili, a tutti è richiesta una partecipazione attiva per consumare meno, inquinare meno, produrre meno rifiuti. Non è più tempo per dire "lo faranno le generazioni successive": siamo noi le generazioni successive!
Questo è il messaggio che i nostri relatori ci hanno voluto comunicare con forza e con passione: questo è il messaggio che ci sentiamo di trasmettere a tutti gli uomini e le donne che come noi amano il nostro pianeta.
La Settimana Rinnovabile è stata un'esperienza formidabile, una scommessa fatta e vinta: ringraziamo sinceramente tutti quelli che ci hanno dato una mano, dai volontari del Comitato ai tecnici della Mediateca, dai relatori che sono intervenuti a tutti quelli che - incuriositi dalle tematiche trattate - hanno deciso di partecipare alle serate.
Come abbiamo promesso, questa è un'iniziativa che non vuole fermarsi qui: la Settimana Rinnovabile "andrà in onda" ogni sei mesi, con tematiche che potrete suggerire anche voi.
Presto vi faremo sapere le modalità con cui farci pervenire i vostri suggerimenti, per ora ancora GRAZIE!
Vincenzo Balzani, Nicola Armaroli e Enrico Casarini
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Campagna nazionale Salviamo il Territorio
27 febbraio 2012: parte la campagna nazionale! La prima campagna nazionale del Forum: “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori” è la proposta di uncensimento capillare, in ogni Comune italiano, per mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti, sfitti. Un gruppo di oltre 150 persone (tra cui amministratori locali, architetti, urbanisti, professionisti del settore) ha elaborato una scheda di censimento da recapitare a tutti gli 8.101 Comuni italiani, richiedendone la compilazione entro 6 mesi. E’ la precisa proposta di un metodo di pianificazione, che andrebbe adottato con immediatezza per scongiurare ciò che sta purtroppo accadendo, ovvero che i piani urbanistici siano realizzati lontano dai bisogni effettivi delle comunità locali e prevedano nuovo consumo di suolo nonostante l’ampia disponibilità edilizia già esistente. I Piani Urbanistici a “crescita zero” non devono spaventarci, se sappiamo con esattezza a quanto ammonta (in termini numerici e di superficie) questo patrimonio edilizio costruito ma non utilizzato. E le scelte di molti Comuni lo dimostrano: Cassinetta di Lugagnano (MI), Solza (BG), Camigliano (CE), Ronco Briantino (MI), Ozzero (MI), Pregnana Milanese (MI) sono già giunti a nuovi Piani urbanistici a “crescita zero”, grazie al coinvolgimento preventivo della cittadinanza e alla parallela analisi sul come ovviare alla conseguente “perdita” degli oneri di urbanizzazione per le nuove costruzioni. Tra novembre e gennaio sono già più di 50 i Comitati locali “Salviamo il Paesaggio” costituiti , tra i quali il nostro, per rendere possibile la compilazione dei censimenti comunali e per ampliare l’informazione specifica nei confronti di tutti i cittadini italiani. Altri 50 Comitati si formeranno nel corso dei prossimi mesi (guarda l’elenco aggiornato dei comitati locali): una chiara dimostrazione di come la tutela del “Bene Comune” sia entrata a far parte delle priorità di tutta la cittadinanza italiana. Durante le serate della Settimana Rinnovabile, pubblicizzata anche dal Forum Nazionale, verrà distribuito materiale informativo sul censimento. Ora spetta ai Sindaci, ai consigli comunali, ai tecnici contribuire all’esatta “misurazione” di questa mappa del territorio. In ogni Comune. In tutta Italia.
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Settimana Rinnovabile
Il COMITATO CITTADINO PER LA DIFESA DEL TERRITORIO E DEL PAESAGGIO è lieto di presentare la
Settimana Rinnovabileserie di conferenze su importanti temi ambientali e climatici con ospiti di rilievo, quali il meteorologo e personaggio pubblico Luca Lombroso, il Professor Vincenzo Balzani dell'Università degli Studi di Bologna e il Dottor Nicola Armaroli, dirigente del CNR di Bologna.
Le conferenze si svolgeranno presso la Mediateca di San Lazzaro di Savena (via Caselle, 22 - 40068 San Lazzaro di Savena – BO), nei giorni 12, 13 e 16 marzo 2012, alle ore 21.00.
Parlare di energie alternative è diventato argomento principe in un'Italia che ha rifiutato tramite il referendum il ricorso all'energia atomica. Noi cerchiamo di farlo da diverse angolazioni: dalla visione del Film-Documentario "Terramacchina" con cui avremo la panoramica sulla fertile pianura padana, passando per le situazioni climatiche estreme in estate e in inverno che ci illustrerà Lombroso, per poi approdare a parlare di energie "vere", quelle che ci vengono dal sole, dal vento, dall'acqua raccontate nel libro "Energia per l'astronave Terra" di Balzani e Armaroli.
- Lunedì 12 Marzo ore 21,00, Proiezione del Film “Terramacchina”, seguirà un dibattito alla presenza del regista Daniele Di Domenico e del dottor Ciro Gardi;
- Martedì 13 Marzo ore 21,00, Il meteorologo Luca Lombroso illustrerà i cambiamenti climatici in atto che si stanno rilevando sempre più gravi e conclamati;
- Venerdì 16 marzo, ore 21,00, Il giornalista Enrico Casarini incontra Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, autori di “Energia per l'astronave Terra”, Zanichelli 2011(2).
Al termine delle serate seguirà un piccolo rinfresco.
Con l'adesione di:
Legambiente, WWF, Agribio, Amici della Terra, Comunità Energetica.
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Buona edilizia o cattiva edilizia
A volte basta molto poco per fare la differenza.
Una coppia di giovani sposi sta cercando un appartamento: come fanno in molti, girano in lungo e in largo osservando le offerte molteplici che sono disponibili sul mercato dell'usato, poi si decidono - consapevoli di scegliere certamente qualcosa di meglio per loro e per l'ambiente - per un fabbricato nuovo, prospettato dal costruttore in edilizia tradizionale, ma in classe A.
E' un noto costruttore locale, degno di stima e di fiducia, e decidono anche loro di accordargliela.
Già sulle tempistiche relative alle lavorazioni e alla consegna dell'immobile ci sono i primi problemi: ci vogliono praticamente due anni per avere la possibilità di accedere alla casa, viene consegnata in classe B, perché - viene detto loro - essendo un ultimo piano non è possibile avere la classe A ... e una volta dentro le sorprese non mancano!
Infiltrazioni dalla terrazza, piastrelle posate con fughe improponibili, termosifoni che girano a "scartamento ridotto", porte con impiallacciatura dell'infisso che letteralmente si sfoglia, graffi nei vetri delle finestre, infissi che creano condensa all'interno, con temperature che hanno dell'incredibile e, ciliegina sulla torta, una strana sensazione di freddo proveniente dal soffitto dell'appartamento e muffa che comincia a crescere, quasi fosse coltivata.
Si domandano del perché di tanti problemi, interrogano il costruttore, cominciano i rimpalli di responsabilità tra costruttore e venditore, tra venditore e progettista, tra tecnico e tecnico...si rivolgono infine a un professionista di fiducia che, munito di termocamera, emette il verdetto: il loro appartamento è pieno di ponti termici che convogliano la temperatura esterna all'interno del soffitto, raffreddandolo, provocando condensa e alimentando la crescita delle muffe!
Le fotografie che seguono (fatte con termocamera che rileva le temperature dell'oggetto che viene fotografato) parlano da sole: pensate solo che tutte le varie macchie e linee a vista non si vedono, si sentono le differenze in termini di temperatura.
Per aiutare nella lettura delle fotografie, troverete al centro di ogni fotografia una sorta di "mirino", con indicazione (in alto a sinistra della medesima fotografia) della temperatura in quel punto; nell'abitazione il riscaldamento era acceso e fissato a 20°C, mentre fuori, in esterno, la temperatura era di 2°C.
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).Temperatura dell'infisso: in questo punto, evidenziata con colore verde, viene prodotta la condensa interna, a causa della bassa temperatura che penetra verso l'interno.Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.Altro infisso con problemi di tenuta, senza produzione di condensa.Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.
Cosa fa allora il costruttore? Tenta dei rimedi, vuole mettere a posto, ma è combattuto dalla volontà di sistemare il problema e la necessità di ridurre al massimo i costi.
Ci si domanda perché vengano alla luce così tanti problemi, e sempre più diffusi, ma la risposta da dare è - purtroppo - sempre la stessa: voglia di fare soldi a più non posso, a spese degli altri!
Le nuove costruzioni sono spuntate ovunque come funghi, con una necessità di invadere il territorio e cementificarlo a tutti i costi che è letteralmente spaventosa e angosciante: la puntata di Presa Diretta di domenica 12 febbraio 2012 ha messo luce su questi loschi meccanismi, cementificare e costruire serve solamente ai costruttori per essere nuovamente alimentati dalle banche per poi fare altre case e colare altro cemento, è una catena distruttiva che abbiamo il dovere civico di interrompere!
__________
Vediamo ora una casa in classe A+ come si presenta, più o meno a parità di condizioni: temperatura interna negli ambienti 21°C e temperatura esterna 1°C.
Teniamo presente che, in questo caso, tutto l'involucro edilizio è realizzato in legno, a differenza dell'esempio precedente, sia la struttura che la coibentazione contribuiscono al benessere e alla vivibilità, con rivestimento esterno dei muri intonacato e verso l'interno degli ambienti cartongesso: in alcune fotografie non si notano particolari significanti, questo perché la temperatura superficiale è praticamente costante, senza la presenza di alcun ponte termico.
Per aiutare nella lettura delle fotografie, anche in questo caso troverete al centro di ogni fotografia una sorta di "mirino", con indicazione (in alto a sinistra della medesima fotografia) della temperatura in quel punto.
Temperatura della trave di colmo, al soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena il profilo della trave in legno e le linee di pendenza del tetto, non si nota altro).Temperatura del soffitto (falda del tetto): in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena il profilo della trave in legno e le linee di pendenza del tetto, non si nota altro).Temperatura del punto debole (incrocio tra tetto, muro e trave di colmo): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.Temperatura del punto debole della finestra (angolo del vetro): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 3°C in meno.Temperatura in prossimità alla finestra (tra l'infisso e il bancale interno): in questo punto, solitamente ricco di "spifferi" non abbiamo praticamente alcuno scarto.Temperatura dell'infisso: l'infisso in PVC si è dimostrato perfettamente all'altezza della situazione.Temperatura della parete interna: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena l'angolo che congiunge le pareti con il soffitto).Temperatura del punto debole (l'angolo che congiunge le pareti con il soffitto): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.Temperatura sul vetro della finestra: in questo punto, grazie al triplo vetro, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.
Dopo questo confronto le domande che solitamente vengono fatta sono più o meno sempre le stesse:
Per la seconda e la terza domanda, la risposta è che certamente si può fare qualcosa, sia in caso di appartamento in condominio, che in caso di abitazione singola e indipendente: lo Studio Tecnico Bolognini, ove ha sede il nostro Comitato, è a disposizione per consulenze energetiche, è dotato di termocamera professionale per le analisi delle strutture e potrà darvi i consigli più adatti ad ogni vostra esigenza.
Una coppia di giovani sposi sta cercando un appartamento: come fanno in molti, girano in lungo e in largo osservando le offerte molteplici che sono disponibili sul mercato dell'usato, poi si decidono - consapevoli di scegliere certamente qualcosa di meglio per loro e per l'ambiente - per un fabbricato nuovo, prospettato dal costruttore in edilizia tradizionale, ma in classe A.
E' un noto costruttore locale, degno di stima e di fiducia, e decidono anche loro di accordargliela.
Già sulle tempistiche relative alle lavorazioni e alla consegna dell'immobile ci sono i primi problemi: ci vogliono praticamente due anni per avere la possibilità di accedere alla casa, viene consegnata in classe B, perché - viene detto loro - essendo un ultimo piano non è possibile avere la classe A ... e una volta dentro le sorprese non mancano!
Infiltrazioni dalla terrazza, piastrelle posate con fughe improponibili, termosifoni che girano a "scartamento ridotto", porte con impiallacciatura dell'infisso che letteralmente si sfoglia, graffi nei vetri delle finestre, infissi che creano condensa all'interno, con temperature che hanno dell'incredibile e, ciliegina sulla torta, una strana sensazione di freddo proveniente dal soffitto dell'appartamento e muffa che comincia a crescere, quasi fosse coltivata.
Si domandano del perché di tanti problemi, interrogano il costruttore, cominciano i rimpalli di responsabilità tra costruttore e venditore, tra venditore e progettista, tra tecnico e tecnico...si rivolgono infine a un professionista di fiducia che, munito di termocamera, emette il verdetto: il loro appartamento è pieno di ponti termici che convogliano la temperatura esterna all'interno del soffitto, raffreddandolo, provocando condensa e alimentando la crescita delle muffe!
Le fotografie che seguono (fatte con termocamera che rileva le temperature dell'oggetto che viene fotografato) parlano da sole: pensate solo che tutte le varie macchie e linee a vista non si vedono, si sentono le differenze in termini di temperatura.
Per aiutare nella lettura delle fotografie, troverete al centro di ogni fotografia una sorta di "mirino", con indicazione (in alto a sinistra della medesima fotografia) della temperatura in quel punto; nell'abitazione il riscaldamento era acceso e fissato a 20°C, mentre fuori, in esterno, la temperatura era di 2°C.
Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).Temperatura dell'infisso: in questo punto, evidenziata con colore verde, viene prodotta la condensa interna, a causa della bassa temperatura che penetra verso l'interno.Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.Altro infisso con problemi di tenuta, senza produzione di condensa.Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si notano le righe più scure, corrispondenti ai travetti strutturali).Temperatura del soffitto: in questo punto, coibentato in maniera non idonea, è presente la trave strutturale che provoca il ponte termico.
Cosa fa allora il costruttore? Tenta dei rimedi, vuole mettere a posto, ma è combattuto dalla volontà di sistemare il problema e la necessità di ridurre al massimo i costi.
Ci si domanda perché vengano alla luce così tanti problemi, e sempre più diffusi, ma la risposta da dare è - purtroppo - sempre la stessa: voglia di fare soldi a più non posso, a spese degli altri!
Le nuove costruzioni sono spuntate ovunque come funghi, con una necessità di invadere il territorio e cementificarlo a tutti i costi che è letteralmente spaventosa e angosciante: la puntata di Presa Diretta di domenica 12 febbraio 2012 ha messo luce su questi loschi meccanismi, cementificare e costruire serve solamente ai costruttori per essere nuovamente alimentati dalle banche per poi fare altre case e colare altro cemento, è una catena distruttiva che abbiamo il dovere civico di interrompere!
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Vediamo ora una casa in classe A+ come si presenta, più o meno a parità di condizioni: temperatura interna negli ambienti 21°C e temperatura esterna 1°C.
Teniamo presente che, in questo caso, tutto l'involucro edilizio è realizzato in legno, a differenza dell'esempio precedente, sia la struttura che la coibentazione contribuiscono al benessere e alla vivibilità, con rivestimento esterno dei muri intonacato e verso l'interno degli ambienti cartongesso: in alcune fotografie non si notano particolari significanti, questo perché la temperatura superficiale è praticamente costante, senza la presenza di alcun ponte termico.
Per aiutare nella lettura delle fotografie, anche in questo caso troverete al centro di ogni fotografia una sorta di "mirino", con indicazione (in alto a sinistra della medesima fotografia) della temperatura in quel punto.
Temperatura della trave di colmo, al soffitto: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena il profilo della trave in legno e le linee di pendenza del tetto, non si nota altro).Temperatura del soffitto (falda del tetto): in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena il profilo della trave in legno e le linee di pendenza del tetto, non si nota altro).Temperatura del punto debole (incrocio tra tetto, muro e trave di colmo): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.Temperatura del punto debole della finestra (angolo del vetro): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 3°C in meno.Temperatura in prossimità alla finestra (tra l'infisso e il bancale interno): in questo punto, solitamente ricco di "spifferi" non abbiamo praticamente alcuno scarto.Temperatura dell'infisso: l'infisso in PVC si è dimostrato perfettamente all'altezza della situazione.Temperatura della parete interna: in questo punto, coibentato correttamente, è tutto normale (si nota a malapena l'angolo che congiunge le pareti con il soffitto).Temperatura del punto debole (l'angolo che congiunge le pareti con il soffitto): in questo punto, comunque coibentato correttamente, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.Temperatura sul vetro della finestra: in questo punto, grazie al triplo vetro, abbiamo lo scarto di circa 1°C in meno.
Dopo questo confronto le domande che solitamente vengono fatta sono più o meno sempre le stesse:
- perché ancora ci ostiniamo a costruire case in edilizia tradizionale?
- se ho una casa e voglio migliorare le sue caratteristiche e le prestazioni energetiche, posso fare qualcosa?
- a chi devo rivolgermi?
Per la seconda e la terza domanda, la risposta è che certamente si può fare qualcosa, sia in caso di appartamento in condominio, che in caso di abitazione singola e indipendente: lo Studio Tecnico Bolognini, ove ha sede il nostro Comitato, è a disposizione per consulenze energetiche, è dotato di termocamera professionale per le analisi delle strutture e potrà darvi i consigli più adatti ad ogni vostra esigenza.
Categorie: San Lazzaro
CEMENTO "Presa diretta" Rai3 Domenica 12/02/2012 ore 21.30
Perché ancora cemento? Perché ancora nuove case, uffici, grattacieli, centri commerciali, appartamenti? Gru e betoniere girano a pieno ritmo anche se le costruzioni recenti sono vuote. Ma tutti questi nuovi edifici servono o serviranno? A chi?
In “CEMENTO” Domenico Iannacone a Milano svela il patto fra grandi gruppi di potere attorno ai lavori per l’EXPO: sono in arrivo 1 milione di metri quadri. Eppure a un passo da dove si costruirà svettano vuoti i grattacieli fantasma del quartiere Stevenson. Che senso ha? Chi ci specula?
E intanto per costruire serve la sabbia si scava e si mangia altro territorio.
E poi la vicenda di Ischia, l’isola dell’abusivismo: 1 casa non in regola ogni 2 abitanti. Come è stato possibile? “Cemento” racconta tutti i retroscena della corruzioni e delle complicità che hanno deturpato uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.
Affaristi e politici si sono alleati per il nuovo Auditorium di Isernia i cui costi sono lievitati in una notte da 4,5 milioni di euro a 55: miracoli compiuti dalla cricca grazie anche all’emergenza per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Sabrina Carreras è andata in provincia di Reggio Emilia, dove anche le campagne che sono la culla del prezioso parmigiano sono sotto assedio.
In questo quadro devastato “Presadiretta” offre anche un esempio positivo, una cittadina: Colorno, in provincia di Parma. Lì l’amministrazione ha scelto di non cementificare, di non incassare i soldi dei permessi di costruzione, ma di pensare ad uno sviluppo nella conservazione e nella salvaguardia degli edifici esistenti.
“Cemento” è un racconto di Domenico Iannacone con Elisabetta Camilleri e Sabrina Carreras.
http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-8eaf37cc-7f49-4319-81b1-e7f16f500861.html?homepage&refresh_ce
In “CEMENTO” Domenico Iannacone a Milano svela il patto fra grandi gruppi di potere attorno ai lavori per l’EXPO: sono in arrivo 1 milione di metri quadri. Eppure a un passo da dove si costruirà svettano vuoti i grattacieli fantasma del quartiere Stevenson. Che senso ha? Chi ci specula?
E intanto per costruire serve la sabbia si scava e si mangia altro territorio.
E poi la vicenda di Ischia, l’isola dell’abusivismo: 1 casa non in regola ogni 2 abitanti. Come è stato possibile? “Cemento” racconta tutti i retroscena della corruzioni e delle complicità che hanno deturpato uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.
Affaristi e politici si sono alleati per il nuovo Auditorium di Isernia i cui costi sono lievitati in una notte da 4,5 milioni di euro a 55: miracoli compiuti dalla cricca grazie anche all’emergenza per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Sabrina Carreras è andata in provincia di Reggio Emilia, dove anche le campagne che sono la culla del prezioso parmigiano sono sotto assedio.
In questo quadro devastato “Presadiretta” offre anche un esempio positivo, una cittadina: Colorno, in provincia di Parma. Lì l’amministrazione ha scelto di non cementificare, di non incassare i soldi dei permessi di costruzione, ma di pensare ad uno sviluppo nella conservazione e nella salvaguardia degli edifici esistenti.
“Cemento” è un racconto di Domenico Iannacone con Elisabetta Camilleri e Sabrina Carreras.
http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-8eaf37cc-7f49-4319-81b1-e7f16f500861.html?homepage&refresh_ce
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Seconda segnalazione
Il sottoscritto Comitato cittadino per la difesa del territorio e del paesaggio è con la presente ad inoltrare la seguente SEGNALAZIONE affinché si provveda a eseguire gli adempimenti previsti dalla legge:in data 30/1/2012) lungo il corso del Canale dei molini di Idice, a valle del tratto tombato che interseca via Maceri, scorre liquame biancastro, da lacune segnalazioni di residenti pare che il liquame sia presente già da alcuni giorni.
Il canale, che originariamente era stato realizzato per alimentare alcuni mulini del Comune di San Lazzaro, attualmente svolge principalmente la funzione di raccolta delle acque piovane di alcune frazioni del comune ed in particolare quello della zona artigianale della località “La Cicogna”, queste acque vengono recapitate dal collettore fognario nei pressi del civico 10 della via Castiglia.
Mappa riepilogativa con indicazione dei punti di ripresa.
Come si può evincere dalle fotografie (riprese nei punti indicati nella mappa) è ben evidente il liquame rilevato a valle della via Maceri (foto 1, 2, 3).
Non è invece presente a monte del tratto tombato (foto 5), dove il letto del canale si presenta completamente asciutto.Come indicato precedentemente, immediatamente a valle dell’inizio del tratto tombato, nei pressi dell’ex mulino posto al civico 10 di via Castiglia, recapita il collettore delle acque bianche (realizzato in massima parte lungo il corso dell’ex rio Remigio) dell’area artigianale della Cicogna (foto 7).
Punto dal quale comincia a scorrere il liquame Foto 6
Si chiede di approfondire se si tratta di periodici eventi imponderabili o se, eventualmente, possa esserci una concreta responsabilità, legata alla inadeguatezza strutturale dell'impianto, verificando se tutto si sta svolgendo secondo le normative vigenti, dandonerisposta scritta a questo Comitato.
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Neve
E' inverno, nevica, dovrebbe essere normale che lo facesse sempre. E invece ci siamo abituati, noi distruttori del clima, parassiti della natura e della terra che ci da nutrimento, al fatto che la neve è un fastidio, una cosa superflua del quale possiamo fare a meno, che è bella in montagna, ma in città è meglio che non ci sia... Dovremmo riflettere a lungo su tutto questo: se il clima e la natura si prendono una soddisfazione come questa ogni 25 anni, dovremmo solo starcene zitti e muti nell'angolino, vergognandoci di tutto quello che stiamo facendo per cercare di distruggere la mano che ci sostiene. Per questo non posso dire altro che viva la neve, forse le falde si riusciranno a riempire almeno un po', la campagna potrà dissetarsi e la prossima estate soffriremo la sete un poco di meno: non dimentichiamoci che siamo in arretrato di acqua, con oltre 30 anni di progressiva siccità, e non sarà certo questa neve a recuperare tutta l'acqua perduta. Quello che dobbiamo fare è rimboccarci le maniche, spalare la neve se occorre, tornare a usare le gambe se dobbiamo andare in giro (se siamo in grado di andare in giro con la macchina e la neve bene, sennò è meglio lasciarla parcheggiata per qualche giorno) riscoprire il vicino di casa, fare con lui quattro chiacchiere, chiedere se gli manca qualcosa, o chiedere a lui se a noi manca qualcosa. E sperare che questi giorni di neve non siano un evento sporadico ogni 25 anni, ma che si ripetano, magari - possiamo sperare - con fenomeni meno intensi di questo. Ma della neve abbiamo bisogno. Per cui, lo dico e lo ripeto, viva la neve!
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Segnalazione
In dicembre dello scorso anno si è verificato un fatto increscioso.
Il Comitato ne è stato testimone e ha provveduto ad inoltrare la seguente segnalazione al Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato e al Sindaco di San Lazzaro di Savena.
Vi inoltriamo il testo:
___
Il sottoscritto Comitato cittadino per la difesa del territorio e del paesaggio è con la presente ad inoltrare la seguente SEGNALAZIONEaffinché si provveda a eseguire gli adempimenti previsti dalla legge:
abbiamo appreso da residenti nella zona che, tra il 2 e il 9 dicembre 2011, si sono verificate numerose fuoriuscite di liquami fognari dall'impianto di sollevamento HERA di via del Seminario, a San Lazzaro di Savena: a tutti gli effetti gli scarichi urbani si sono riversati nel torrente Zena.
Sembra che le diverse Istituzioni (Parco dei Gessi, ARPA, Carabinieri, Polizia Municipale) informate del malfunzionamento non abbiano proceduto: considerando che il liquame si riversava all'interno del Parco Regionale dei Gessi e all'interno di Rete Natura 2000 ci pare assurdo.
Pare inoltre che HERA non abbia provveduto ad informare dell'evento il preposto ufficio della Provincia.
L'impianto in questione da anni scarica nello Zena a causa di ripetuti malfunzionamenti (ci viene detto che sono dovuti a problemi strutturali) e, nonostante il teleallarme di cui è dotato, non di rado si sono verificate morie di pesci.
Si chiede di approfondire se si tratta di periodici eventi imponderabili o se, eventualmente, possa esserci una concreta responsabilità, legata alla inadeguatezza strutturale dell'impianto, anche in relazione ai beni naturali tutelati ivi presenti, verificando se tutto si sta svolgendo secondo le normative vigenti, dandonerisposta scritta a questo Comitato.
___
Seguiremo con attenzione la vicenda, riportandovi gli sviluppi; chiunque sia a conoscenza di dettagli su quanto accaduto (o su altre questioni di pari gravità) può inoltrare la notizia alla mail del Comitato (che provvederà ad inoltrare la segnalazione agli organi competenti) o direttamente al Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato, oltre che al Sindaco.
Categorie: San Lazzaro
Meno "Informazione"...
L'Informazione chiude.
Abbiamo appreso dal giornalista Giancarlo Fabbri che, alla fine del mese, vogliono chiudere "L'Informazione-Il Domani", togliendo una voce alla città e - soprattutto - alla provincia bolognese.
Una testata che ha edizioni anche a Modena e Reggio Emilia, e quindi tre redazioni con relativi giornalisti, poligrafici e amministrativi (una cinquantina di persone...!), che perderanno il lavoro in un periodo di crisi, dopo essersi dimezzati gli stipendi per due anni con i contratti di solidarietà per non far chiudere il giornale.
Crediamo che l'informazione vada tutelata, nelle sua varie forme: pluralità di notizie e di fonti vuol dire libertà di espressione.
Abbiamo appreso dal giornalista Giancarlo Fabbri che, alla fine del mese, vogliono chiudere "L'Informazione-Il Domani", togliendo una voce alla città e - soprattutto - alla provincia bolognese.
Una testata che ha edizioni anche a Modena e Reggio Emilia, e quindi tre redazioni con relativi giornalisti, poligrafici e amministrativi (una cinquantina di persone...!), che perderanno il lavoro in un periodo di crisi, dopo essersi dimezzati gli stipendi per due anni con i contratti di solidarietà per non far chiudere il giornale.
Crediamo che l'informazione vada tutelata, nelle sua varie forme: pluralità di notizie e di fonti vuol dire libertà di espressione.
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